Hastings, 1066: una nuova Inghilterra

Cartina Normandia-Inghilterra 1066

Il 14 Ottobre 1066 rappresenta la più importante data della conquista normanna dell’Inghilterra ed una delle principali del Medioevo inglese. L’Inghilterra, dopo molti secoli di invasioni barbariche (dopo la ritirata dei Romani nel 409 l’isola fu invasa da tribù di Angli, di Sassoni e di Juti; gli Anglosassoni la chiamarono Englaland o Englalond, cioè “Terra degli Angli”, che in seguito diventerà England), tornò a essere più strettamente connessa all’Europa, a scapito dell’influenza della Scandinavia.

Gli eventi messi in moto dall’arrivo dei Normanni porteranno alla nascita di una delle più potenti monarchie europee e di uno dei sistemi di governo più sofisticati dell’Europa occidentale. I cambiamenti non furono solo politici (fu l’inizio della lunghissima ostilità anglo-francese che durerà fino all’Entente cordiale o “Intesa amichevole” del 1904), ma anche linguistici e culturali. Rappresentò, infine, l’ultima conquista militare dell’isola da parte di un esercito straniero.

 

L’antefatto

La Normandia (Francia nord-occidentale) tra X secolo e XI fu ampiamente colonizzata dai Vichinghi. Alcuni di essi, però, si erano insediati nel nord della Francia adottando usi e costumi locali (ad esempio abbandonarono il paganesimo a favore del Cristianesimo) e difendevano le coste di quest’area dagli attacchi dei Vichinghi provenienti dal mare a bordo dei veloci drakkar: erano i Normanni (da Northmen o Norsemen, ossia “uomini del Nord”, da cui il nome Normandia).

Quando il re anglosassone Edoardo il Confessore (Edward the Confessor) morì nel 1066 senza lasciare figli o eredi diretti, il trono d’Inghilterra restò vacante e tre pretendenti lo reclamarono: Harald III di Norvegia, William (Guglielmo), duca di Normandia e l’Anglosassone Harold II (Aroldo) Godwinson.

Quest’ultimo prestò sotto i venerandi reliquiari della cattedrale di Bayeux il giuramento di riconoscere William quale successore, ma, alla morte di re Edoardo, reclamò la corona per se stesso: fu questo il pio alibi del duca di Normandia per impadronirsi del trono di Edoardo, armi alla mano.

 

Alla conquista dell’Inghilterra

Cavalieri normanni

Re Harald di Norvegia invase l’Inghilterra del nord nel settembre 1066, ma fu sconfitto e ucciso dalle forze di Harold nella battaglia di Stamford Bridge. Fu l’ultima volta che i Vichinghi invasero l’isola.

Il 28 settembre 1066 William sbarcò a Pevensey, nel Sussex, regno di Harold, il quale si mosse immediatamente senza dare tregua e rinforzare il suo esercito. Le due armate si scontrarono il 14 ottobre nella battaglia di Hastings, dove Harold incontrò la morte e gli Anglosassoni furono messi in fuga. William non aveva adesso più rivali, così marciò rapidamente attraverso l’Inghilterra, ottenendo la sottomissione dei vari signori anglosassoni ed il soprannome di “il Conquistatore” (the Conqueror). Il 25 dicembre 1066 William fu incoronato nell’ abbazia di Westminster.

 

La battaglia di Hastings

Lo scontro ebbe luogo il 14 ottobre 1066 a circa 13 km da Hastings. L’esercito di Harold era costituito soprattutto da manipoli di fanteria pesante, dotata di scudi rotondi e a goccia ma assai poco manovrabile in battaglia, mentre il forte dell’esercito di William (oltre 7.000 soldati ben armati, comprendenti 2.000 cavalieri) era formato soprattutto dalla cavalleria, già dotata di staffe per consentire una maggiore stabilità durante l’attacco.

Gli schieramenti a Senlac Hill

La fanteria sassone prese posizione sulla Senlac Hill, una bassa collina che dominava la pianura antistante il punto di sbarco dell’esercito normanno. Harold sapeva di non poter competere contro la cavalleria normanna, così posizionò i suoi uomini in una solida formazione ripiegata sulle ali, in cima alla collina.

Lo scontro cominciò in mattinata: gli arcieri di William si portarono ai piedi del colle, ma le frecce non poterono nulla contro il muro di scudi sassone. Entrarono quindi in campo la fanteria e la cavalleria che però, arrivate stremate in cima all’altura, vennero respinte. Nella foga della battaglia un gruppo di Sassoni si mise ad inseguire gli avversari in rotta, allontanandosi dallo schieramento. Mancando il muro della formazione, questi furono annientati dalla cavalleria normanna.

Huskarl con scudi a mandorla e rotondo

Visto l’accaduto, William attuò una strategia che può parer banale, ma che beffò i Sassoni, ormai sicuri della vittoria: ordinò ai suoi di simulare la ritirata, per poi far caricare gli inseguitori dalla cavalleria, mentre gli arcieri ripresero a scoccare. Una freccia colpì letalmente Harold ad un occhio (secondo le cronache inglesi del XII secolo Harold sopravvisse e fuggì in Cornovaglia con alcuni fidi), abbattendo il morale dei suoi uomini che si diedero alla fuga.

Solamente gli Huskarl (le guardie del corpo dei re scandinavi; il termine norreno huskarl o huscarl significa “uomo di casa”, ovvero uomo armato a difesa di una specifica casa, la propria o quella di chi l’aveva assoldato) rimasero sul colle fino alla fine e vennero massacrati dalla cavalleria normanna. Al tramonto i Normanni erano padroni di Senlac Hill e nessuno poteva più frapporsi tra William il Conquistatore e la corona.

 

Note e collegamenti

– le immagini sono tratte da “Osprey Campaign #013, Hastings 1066 – The Fall of Saxon England” (consigliatissimo come tutti gli Osprey, sia per le illustrazioni che per i contenuti)

– agli amanti del Symphonic/Epic Metal segnalo il concept album “Hastings 1066” della band italiana Thy Majestie

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5 pensieri su “Hastings, 1066: una nuova Inghilterra”

  1. Trovo singolare che una strategia così semplice sia stata sufficiente… In fondo i Romani erano stati molto più organizzati e sofisticati.

    Complimenti per l’accuratezza e la completezza storica.

  2. Ciao ragazzi,
    ho leggiucchiato il vostro blog e devo dire che mi piace la curiosità intellettuale che vi serpeggia. OK!
    Ho letto l’articolo di Ale su Hastings… bravo!
    Certo può stupire la semplicità tattica che ha permesso la vittoria normanna ma forse è un errore di prospettiva che facciamo tutti, pensiamo a quell’epoca come qualcosa di più “evoluto” rispetto all’era antica. Invece, un qualunque esercito romano, cartaginese, egizio, macedone, partico, ecc., avrebbe spazzato via gli eserciti europei dell’epoca di Hastings.
    Quelli antichi erano eserciti enormi, dotati di servizi logistici e di trasmissione dei comandi, con gerarchie a volte complesse eppure efficaci, alcuni erano pure provvisti di armi d’assedio sofisticate. Nota bene: tutte le macchine d’assedio medievali erano già in uso all’epoca del tardo impero romano; torri mobili, sistemi di mina e contromina (per crollo non per esplosione), sistemi di lancio dei proiettili e uso del fuoco su larga scala erano tecniche dominate. Anche eserciti meno organizzati, come quello cartaginese e dei Parti, erano in grado di superare le raccogliticce forze feudali, in parte scarsamente addestrate, numericamente ridotte e di conseguenza con poche applicazioni tattiche disponibili. Non potevano applicare manovre complesse, mancavano le masse e l’addestramento, per non parlare dell’equipaggiamento. Ecco perché spesso si finiva con lo scaricare le armi da lancio e poi col caricare affidandosi alla forza della cavalleria professionista unita all’ardore dei capi. La disparità appare più chiara se pensiamo all’organizzazione sociale che stava dietro; nell’era antica grandi regni molto popolati che producevano le ingenti energie (umane e materiali) in grado di mettere in campo eserciti grandiosi grazie a una centralità del potere che poteva gestire tale complessità. Nell’epoca delle caste feudali c’era la polverizzazione dell’autorità, un’economia pauperizzata e un calo demografico che insieme producevano degli eserciti che se teletrasportati nell’evo antico avrebbero avuto il posto di corpi di truppe ausiliarie.
    Ciò non toglie che sia un’epoca di sicura fascinazione.. forse proprio per quello.
    Ora basta, altrimenti esagero.
    Un saluto,
    Flavio

    1. Wow! Grazie mille per i complimenti e, soprattutto, per il super commento!
      Vista la tua enorme competenza, che hai ampiamente dimostrato in questo paragone con gli eserciti e la gestione di questi durante l’era antica, rinnovo la richiesta di scrivere sul nostro (e, se vorrai, anche tuo) blog, per arricchire questo progetto culturale.
      A presto!

    2. Lieti che tu abbia apprezzato e colto appieno lo spirito di questo blog.
      L’idea è proprio quella di avere uno spazio che trascenda l’aspetto dell’attività in sè, per sviluppare le più svariate tematiche… Il tuo contributo sarebbe un onore ed una grande risorsa per noi, come questo tuo commento dimostra pienamente (nessuna esagerazione).
      Grazie, per il momento…

      1. Grande Flavio! grazie x l’apporto/supporto e complimentoni x la ricchezza di nozioni che hai aggiunto!
        Il tuo si rivelerà sicuramente un aiuto non da poco!

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