Il passeggio schermistico

Ecco un sintetico aggiornamento sulla terminologia relativa al passeggio schermistico (ovviamente  non prendetelo come definitivo… C’è ancora molto lavoro da fare!).

Il contenuto del post è strettamente tecnico e temo possa risultare poco interessante per i nostri follower meno coinvolti nelle attività marziali, tuttavia mi sembra bello rendere pubblici i nostri progressi… Diciamo che il target dell’articolo sono i nostri iscritti (tutto materiale di studio!) e, magari, qualche “collega” a cui possa tornare utile 😉

Come vedete abbiamo ampliato il vocabolario di riferimento… Questo ci permette di raffinare il tipo di movimento che compiamo durante un armeggio, creando nuove e diverse prospettive su tecniche già note. Inoltre un buon utilizzo del passeggio allena la coordinazione motoria, l’equilibrio e la propriocezione rendendolo un elemento utile non solo all’ambito del combattimento storico.

Le fonti di questo approfondimento sono i testi “L’arte cavalleresca del combattimento (Vadi)”, a cura di Marco Rubboli e Luca Cesari, ed. Il Cerchio e “Il Fiore di battaglia di Fiore dei Liberi da Cividale” di Massimo Malipiero, ed. Ribis. Segnalo inoltre l’utilissima “Scrimipedia” (che ho consultato nella redazione dell’articolo e che riprende chiaramente i contenuti dal primo testo) che, per chi fosse interessato ad un approccio più attento alla bibliografia, offre anche i relativi stralci e citazioni dai testi originali (vedete la sezione “Passeggio”).

Vediamo dunque quali sono i vari passi nominati e descritti dagli autori della trattatistica medievale e rinascimentale. Essendo sempre possibile eseguire questi passi sia dalla guardia destra che dalla guardia sinistra utilizzo i generici “avanzato” “arretrato”.

PASSO INTERO

È il passo più naturale e simile alla normale camminata. Può essere:

  • in avanti: ovvero facendo perno sul piede avanzato si porta in avanti quello arretrato avvicinandosi frontalmente all’avversario. Al termine del passo la guardia è cambiata (da guardia destra a guardia sinistra e viceversa).
  • indietro: identico al precendente ma il movimento è di allontanamento. La gamba arretrata fa perno mentre si muove quella avanzata;
  • obliquo: come il passare, ma il piede che avanza (sempre quello arretrato) non segue la linea di attacco frontale, ma si apre lateralmente portandosi a circa 45° solitamente. Il piede dx avanza verso dx e il piede sx avanza verso sx. Essendo la posizione di arrivo molto ampia e scoperta è opportuno associarla al passo detto seguito (vedi dopo);
  • incrociato: come il passo obliquo, ma il piede dx avanza verso sx e il piede sx avanza verso dx. Avendo gambe e busto divergenti è necessario posizionare il piede che avanza perpendicolare rispetto alla linea di attacco per rendere più stabile la posizione di arrivo.

MEZZO PASSO “ANTICO”  o PIEDE SCACCIA PIEDE

Passeggio tipico della Scuola Bolognese (da collocarsi in periodo rinascimentale: Achille Marozzo, uno dei più illustri esponenti, pubblica il proprio trattato nel 1536).

  • avanti: il piede arretrato si avvicina a quello avanzato, il quale viene poi portato avanti tornando nella guardia di partenza;
  • indietro: il piede avanzato si porta vicino a quello arretrato (movimento difensivo convenzionalmente detto riunita) il quale si riposiziona all’indietro;
  • obliquo e incrociato: analoghi ai due sopra, ma dopo l’avvicinamento del piede arretrato quello avanzato muove lateralemente (le differenze tra i due passi sono le stesse del passo intero).

MEZZO PASSO “MODERNO”

Passeggio tipico di Fiore dei Liberi, la cui opera, la più antica fonte italiana, è datata intorno al 1409.

  • avanti: il piede avanzato si porta in avanti, come se eseguisse un breve (mezzo!) affondo, e quello retrocesso si riposiziona tornando nella guardia di partenza.
  • indietro: analogo al precedente ma è il piede arretrato a muoversi per primo all’indietro seguito da quello avanzato. Secondo alcuni autori il decresser descritto da Fiore sarebbe più una riunita (vedi sopra), probabilmente per non cedere troppo terreno all’avversario.
  • obliquo e incrociato: come nel mezzo passo antico ma è il primo movimento ad essere laterale.

AFFONDO

si porta avanti (ma esiste anche nelle varianti obliqua e incrociata) il piede avanzato la cui gamba si piega, mantenendo fermo quello arretrato la cui gamba si distende.

L’utilizzo dell’affondo, che comincia a comparire solamente quando il tipo di armeggio predilige l’utilizzo di punte ed evita il gioco stretto (la lotta) influirà drasticamente sulla posizione della guardia: nel Flos Duellatorum e nella trattatistica antecedente (quella tedesca alla quale Fiore fa esplicito riferimento, in particolare agli autori Talhoffer e Liechtenauer) la posizione di guardia prevede il tallone del piede arretrato leggermente sollevato per consentire una buona spinta con la gamba posteriore; successivamente alla sua introduzione, presente già nel Vadi (seconda metà del ‘400), il piede della gamba arretrata deve stare ben piantato e laterale rispetto alla direzione di avanzamento.

LARGO PASSO o PASSO SFORZATO o GRAN PASSO

sia avanti che obliquo che incrociato consiste in un passo intero che si trasforma in un affondo: poco prima di appoggiare il piede che da retrocesso si porta avanti la gamba posteriore si distende consentendo un notevole allungo. È il passo che consente, con un solo movimento, di coprire la distanza più lunga e da qui deriva il suo nome.

SALTO

questo movimento viene eseguito sempre all’indietro (in avanti compare solo come movimento di avvicinamento nelle fasi iniziali dello scontro per portarsi in misura, mentre sarebbe troppo pericoloso in ogni altra evenienza) consiste nel portare il peso sul piede retrocesso, darsi con questo la spinta, atterrare con quello avanzato per andare a riposizionare il piede retrocesso in posizione arretrata.

SEGUITO o MEZZO PASSO CIRCOLARE

il piede retrocesso ruota solitamente di un quarto di cerchio (ma volendo anche di più) modificando la linea di avanzamento. Questo passo è spesso usato per riallinearsi rispetto all’avversario in seguito ad un passo obliquo.

VOLTE o VOLTEGGIARE

movimenti circolari, spesso usati nel corpo a corpo del gioco stretto per rendere efficace una leva o una torsione al braccio avversario. In ordine crescente di lentezza nell’eseguirla (ma anche di forza di inerzia sviluppata) ci sono la:

  • volta stabile: è una rapida inversione di fronte ruotando sulla punta (o anche tallone, a mio parere) dei piedi. Può anche essere eseguita mantendo i piedi fermi mentre ruotano il busto e le braccia, assumendo la posizione tipica di alcune poste di spada e delle ultime 3 poste di lancia codificate da Fiore
  • mezza volta: il cambio del fronte avviene durante un passo in avanti, o indietro, ruotando i piedi a fine del movimento. In pratica si esegue una volta stabile al termine di un passo
  • tutta volta: una gamba rimane ferma mentre l’altra ruota con il resto del corpo, con un ampio movimento anche, volendo, oltre 180°.

ACRESSER, DECRESSER, PASSARE, TORNARE

Per Fiore questi termini (basandomi sull’intepretazione di Malipiero nello studio del “Getty”), individuano rispettivamente un movimento generico in avanti (acresser), all’indietro (decresser), laterale (passare e passata)  e circolare (“tornare” in italiano arcaico viene usato per “voltare”, “rivolgere”). Sembrerebbero quindi solo indicare la direzione di spostamento senza discriminare tra passi interi e mezzi passi, usati, a mio avviso, di volta in volta sulla base della distanza da percorrere e della rapidità richiesta.

Successivamente, nel Cinquecento, i Maestri della Scuola Bolognese riprendono in parte questa nomenclatura, ma il significato subisce alcune variazioni. I termini corrisponderebbero rispettivamente al mezzo passo avanti (accrescimento), mezzo passo indietro, passo intero avanti (il piede retrocesso “passa” in avanti), passo intero indietro. Per il passo intero obliquo viene usato il termine “passare di traverso”.

Per ora è tutto. A breve ci piacerebbe, se possibile, aggiungere qualche foto o immagine esemplificativa per meglio mostrare la nostra interpretazione di questi  elementi del passeggio.

Ecco il video della nostra interpretazione:

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16 pensieri su “Il passeggio schermistico”

  1. Grande jack! come sempre ci piace fare le cose x bene!!!
    aggiungo prontamente alla nostra Enciclopedia! tutta materiale di studio in più!

  2. Interessante formalizzazione di ciò che spesso si fa naturalmente; ma saper dare un nome alle cose più “semplici” fa sempre fico! 😉 Grazie.

    1. Per dirla alla Orwell: più parole conosci e più libertà/consapevolezza possiedi… 😉
      Nominare dei passi permette, proprio perchè viene individuato univocamente, di studiare e poi applicare dei movimenti, che altrimenti useresti senza accorgertene o persino considerandoli errori, cogliendone appieno le sfumature e i vantaggi (scommetto che usando bene i passi laterali le “doppie vedove” scompariranno!).
      In più, oltre alla maggiore consapevolezza di ciò che fai, la terminologia corretta e standardizzata ti permette di comprendere e comunicare con un vocabolario condiviso…
      Personalmente penso anche che l’approfondimento culturale/storico/linguistico parallelo alla pratica sia inscindibile da tutte le discipline (le nostre in particolare)…
      In breve, fa fico! 😉

  3. Un ottimo lavoro di ricerca! Lo studio teorico e quello pratico si fondono 😉
    Complimenti anche per aver studiato da fonti autorevoli (Malipiero in primis! Mi ricordo ancora quando ci siamo fatti autografare il libro: 3 piccoli schermidori! :D), indice di competenza,
    Le prime applicazioni con la daga sono state una novità interessante, stasera le sperimenteremo anche con la spada 😉

  4. Nonostante non mi intenda della materia, una dimostrazione pratica fattami da Alex e i disegni realizzati da Jack (che ho visto in anteprima) mi hanno convinta del fatto che si tratta di una disciplina molto artistica ed elegante… sembrerete tutti dei delicati ballerini! 😛

    1. Così artistica ed elegante che mi permetto di insistere sul fatto che potresti provare anche tu… Magari ti riveleresti una aggraziatissima spadaccina! 🙂

  5. Eccellente, grazie del duro lavoro di ricerca ed elaborazione.
    Tutti gli appassionati di arti marziali storiche ringraziano (beh, almeno il sottoscritto! : )
    Saluti dalla sala di Napoli “Societas Artis Gladii”

    Alberto

    1. Grazie a te, Alberto, per il bel complimento. Un apprezzamento da parte di colleghi è sempre ben accetto!
      Volevamo aggiungere anche alcune immagini esemplificative dei passi, ma purtroppo il progetto sta un po’ tardando causa altre priorità.
      Ricambio i saluti e buona scherma 🙂

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