Dimostrazione e rievocazione… insieme!

Travolto dal sacro furore del videomaking, ho tralasciato la pubblicazione di nuovi articoli, ma questo post riguarderà proprio un video.

 

Tra i (relativamente) tanti video schermistici su internet, in particolare su YouTube, quelli corretti dal punto di vista tecnico sono pochi, ma il numero si riduce drasticamente se cerchiamo anche un’attenzione filologica (ovvero una corretta ricostruzione del vestiario e dell’armamentario). Se, invece, siamo alla ricerca di video di loschi individui con indosso un camicione medievale accostato a scarpe da ginnastica, oppure vestiti con gli abiti tipici degli Ashashin arabi, ma che brandiscono spade occidentali (spesso brutalmente mulinate a mo’ di clava), in questo caso abbiamo abbastanza materiale per un cineforum! :S

Ma basta fare il pignolo, passiamo al video in esame.

Penso che questo gruppo tedesco (Blossfechter) sia riuscito ad accostare gli aspetti della dimostrazione tecnica in pubblico (come ne ho sempre fatte nella mia “carriera” schermistica) a quelli di una rievocazione: le situazioni di vita quotidiana ricreate, infatti, fanno da cornice e da pretesto all’esecuzione delle tecniche, contribuendo dunque ad un progetto più ambizioso della “semplice” rievocazione in abiti storici. C’è da dire che molte di queste rievocazioni sono realizzate da associazioni che studiano il solo aspetto degli usi e costumi, certamente in maniera eccelsa e critica, ma altrettanto spesso troviamo persone che indossano un paio di vestiti a casaccio (con influenze dal Fantasy) per fare un video o in occasione della festa di paese (o anche in città, non è snobbismo verso i paesini ;)).

 

Detto questo, concentriamoci su alcuni punti:

  • vestiario: gli abiti (NB non “costumi”, perché non si tratta di una rappresentazione teatrale, ma “abiti” o “vestiti”, in quanto repliche di indumenti storici) sono semplici ma corretti, a dimostrazione del fatto che per una bella rievocazione non sono indispensabili armature da migliaia di euro, ma sono sufficienti un’infula o altri copricapi, camicia, pantaloni o calzabraghe e scarpe in cuoio. Purtroppo molto spesso si vedono scarpe moderne rivestite di cuoio, occhiali, orologi (ve lo giuro, alla rievocazione di Volterra ho visto una ragazza con le infradito!!! Allucinante!);
  • contestualizzazione delle tecniche: questo è, a mio parere, uno dei pezzi forti. Ci vengono presentate delle situazioni molto comuni all’epoca: un’imboscata effettuata con una daga (il malcapitato non viene ferito perché, sotto il vestito, indossa la cotta di maglia), una rissa tra ubriachi con tecniche di abrazar (lotta), uno scontro di daga ed armi improprie (come il copricapo dell’assalitore… geniale!) ed, infine, un duello tra combattenti professionisti (mercenari o soldati) con langes messer1.
  • esecuzione delle tecniche: le tecniche vengono eseguite con molta teatralità, ma senza scadere nella “pagliacciata”, inoltre i colpi sono puliti (seguono delle  traiettorie canoniche). A volte gli attacchi sono “telefonati”, ovvero molto lenti ed ampi, ma non si tratta di un allenamento in palestra, bensì di una dimostrazione per persone “civili” che non hanno l’occhio allenato, quindi la scelta di gesti visibili può essere condivisa;
  • occidente, ma anche oriente: dulcis in fundo! E’ proprio questo punto che mi ha spinto a condividere il video sul blog: un ospite/collega, anche lui con abito semplice ma evocativo, esegue delle varianti orientali utilizzando un tanto in legno. Interessante anche la diversità nel saluto (quello dell’orientale vince! :D)
  • finale: fantastico l’esercizio finale, che si addice più ad un allenamento che ad una dimostrazione: l’esercizio inizia come uno studio fluido ed armonioso, aumenta progressivamente di velocità, per terminare in un 1 contro 3! Epico!
  • pecca: ebbene sì, bisogna fare almeno un’osservazione negativa: lo stendardo rosa shocking!!! Nel Medioevo i colori erano pochi (quelli naturali) e, tendenzialmente, poco vivaci perché difficili da fissare sui tessuti, quindi gli stendarti alla Hello Kitty non potevano esistere!!! O.O

Quando guardiamo un video o una dimostrazione dal vivo, di qualsiasi arte marziale, cerchiamo di farlo in modo critico: così riusciremo a distinguere un gruppo che realmente studia/interpreta quell’Arte, da uno che improvvisa dei combattimenti o li preparara in modo coreografico.

Anche questo video, quindi, offre uno spunto di crescita e di confronto per le nostre, speriamo a breve, dimostrazioni! 🙂

 

1 Langes messer: spada tedesca che compare in molti manuali dei secoli XV e XVI, ad esempio il Codex Wallerstein. In italiano è nota come “coltella a due mani”, anche se esistono versioni ad una mano. E’ il punto di unione tra il falcione medievale e la moderna sciabola. Un esempio di maneggio ci viene fornito da un video degli impeccabili Gladiatores, scuola schermistica tedesca, perfetti nelle tecniche e nel vestiario.

 

Annunci

Un pensiero su “Dimostrazione e rievocazione… insieme!”

  1. “…quindi gli stendardi alla hello Kitty non potevano esistere”…ahahah questa sì che è un’osservazione da vero storico medievalista!
    A quando la prossima dimostrazione? 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...