Disputa sulle parate di spada

Da qualche tempo un dubbio mi attanagliava: qual è il modo più corretto di parare con la spada?

Infatti ogni video che vedevo, ogni articolo o documento che leggevo, mi confondeva sempre di più; solo adesso ho le idee più chiare, dopo aver analizzato un post fatto molto bene dai ragazzi della “Sala d’arme Achille Marozzo”, che vi invito a leggere in quanto molto approfondito e specifico.

http://www.achillemarozzo.it/articoli/vari/parata.php

La disputa è infatti proprio questa: paro con il piatto o con il filo?

Diciamo subito che ognuno dei due sistemi e, se vogliamo, scuole di pensiero, offre vantaggi e svantaggi. Uno dei maggiori sostenitori della parata di piatto è il famoso ricercatore americano John Clements.

Parare con il piatto della lama è sicuramente un modo per preservare il filo della propria lama, più di quanto non lo sia la parata di filo. Chi pratica la scherma storica sa, infatti, quante tacche si formino lungo i fili della lama, soprattutto se questi ultimi sono molto sottili; queste tacche, se non spianate e limate, possono essere pericolose sia per la sicurezza dei nostri compagni d’arme, sia per la solidità strutturale della lama stessa.

D’altro canto, la parata di filo è molto più solida e sicura di quella di piatto, per vari motivi:

  • Anatomici: durante una parata di piatto il polso del difensore non è perfettamente in asse, questo rende la parate meno robusta (un modo per ovviare a ciò è l’utilizzo del pollice: posizionato sul piatto garantisce solidità alla parata).
  • Morfologia dell’arma e “usi e costumi” storici: il Vadi dichiara che la lama presenta l’affilatura “a rasoio” soltanto per quattro dita in punta, cioè la porzione chiamata “debole”, parte che comunque non è utilizzata nelle azioni di blocco in quanto più delicata.
    Inoltre dobbiamo pensare che le spade erano principalmente utilizzate in duello giudiziario o durante i tornei. Di conseguenza la preservazione del filo non era prioritaria, in quanto il nobile di turno avrebbe sicuramente avuto una quantità di denaro tale da permettersi una nuova arma. In un contesto bellico, invece, la spada veniva quasi sempre affiancata ad uno scudo, il quale si faceva carico delle parate, mentre in epoche più tarde, l’introduzione delle armature di piastre aveva reso le spade sempre meno efficaci, facendo preferire armi quali mazze, lance o asce.
    Infine fondamentale è il posizionamento della crociera (o guardia): questa è infatti sullo stesso piano dei fili, e offre quindi protezione solo se i fili delle due spade sono a contatto.
  • Composizione strutturale dell’acciaio: in maniera molto semplificata (rimando all’articolo sopra citato, per una spiegazione molto più dettagliata) possiamo dire che la lama tende a vibrare di meno se le forze d’urto sono applicate lungo l’asse maggiore della sua sezione trasversale: una parata di piatto, in parole povere, tenderà a flettere la lama verso l’avversario, e poi verso il difensore con un effetto frusta.
  • Trattati storici: in numerosi trattati, sia italiani che tedeschi, il Maestro afferma di portare il filo contro la lama avversaria.

Un’ulteriore tesi in favore della parata di filo si può trovare nella soluzione adottata per le spade da sala presenti dal XIV secolo in avanti: esse hanno infatti lame strette, ma con fili molto spessi. Questo per poter avere un filo resistente, ma al contempo un peso analogo ad una spada affilata.

A seguito dello studio di varie fonti e della costante pratica in palestra, posso quindi concludere dicendo che i suoi numerosi vantaggi rendano la parata di filo più vantaggiosa. Tuttavia alcune tecniche (soprattutto quelle di scherma tedesca) implicano un approccio differente: in queste, anche le parate di piatto possono essere utilizzate con relativa sicurezza ed efficacia.

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5 pensieri riguardo “Disputa sulle parate di spada”

  1. Bravo Fabio! finalmente non mi stresserai più con questo dilemma! 😀
    Come hai giustamente detto tu, ci sono dei momenti in cui la parata di filo è la migliore e momenti in cui la velocità di esecuzione richiede una parata di piatto di modo da permettere un rapido rientro.
    Non dimentichiamoci anche delle parate di filo…. falso!
    Questo è il bello dello studiare un’Arte ormai persa da secoli: documentarsi e provare!
    E i risultati si vedono 😉

    domanda delle cento pistole: ma quale parata preferisci?!?!?! 😀

  2. La cosa che apprezzo di più in questo articolo è che trovo sempre estremamente interessante, e anche formativo, andare a mettere in discussione ciò che è stato appreso, soprattutto ciò che essendo da sempre stato proposto come “dogmatico” tende ad apparire “ovvio” e “indiscutibile”.

    Tecnicamente parlando, direi che dal video di Clements si può evincere come la parata di filo piatto possa essere eseguita solo sul forte e con notevole anticipo (ovvero il colpo non deve essere troppo forte). Effettivamente, come sperimentato in palestra, questa parata consente alcune rapide risposte molto efficaci, ma personalmente nel mio armeggio credo resterà un tipo di parata “straordinaria”, da usare solo in determinati contesti.

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