Impressioni torneo HEMA Serravalle Sesia

Domenica scorsa (7/4) abbiamo partecipato per la prima volta ad una torneo Hema (il primo evento simile in Italia). Volevamo trasmettervi le nostre impressioni riguardo all’ambiente, la comunità e gli schermidori che abbiamo incontrato e affrontato.

Non avendo mai partecipato ad alcun torneo ed avendo combattuto quasi sempre fra di noi, e mai in un contesto agonistico, siamo partiti da Torino non sapendo cosa aspettarci. Da parte mia, c’era l’eccitazione di cimentarsi finalmente in un vero confronto, e al tempo stesso l’ansia e la paura di fare una pessima figura o di farsi male.

Sinceramente devo dire che ci siamo trovati benissimo. Nonostante in Italia la comunità hema sia ancora molto piccola e limitata, è in continua crescita (questo torneo ne è la dimostrazione). Abbiamo trovato persone gentilissime, disponibili e, non da ultimo, più che in gamba dal punto di vista tecnico.

Uniche pecche dell’evento sono state a mio avviso, il non sempre perfetto arbitraggio (quest’ultimo infatti è stato gestito a turno dagli atleti stessi, e alcune azioni spesso sfuggivano agli occhi dei segnapunti), il fatto che alcune armi e protezioni utilizzate dagli atleti non fossero pensate per l’hema (noi stessi purtroppo non avevamo le protezioni per le gambe e i gambeson moderni… fortunatamente ci sono stati prestati) e più importante, il fatto che si sia permesso ad alcuni atleti di partecipare in armatura pesante. Questo infatti di per se non sarebbe un problema, se colui che indossa l’armatura adottasse uno stile di combattimento adeguato alla disciplina hema, ovvero basato su velocità, precisione, pulizia ed efficacia del colpo. Il vero problema è stato che purtroppo questi ragazzi combattevano come è abituato a combattere chi partecipa ai tornei in armatura pesante, ovvero colpi sporchi e potentissimi. Ognuno è liberissimo di scegliere il proprio “mondo” schermistico: scherma olimpica, hema, tornei in armatura, sca, larp e chi più ne ha più ne metta, tuttavia non dobbiamo dimenticare che ognuno ha le sue peculiarità, punti di forza e di debolezza, per cui non posso pensare di tirare di scherma in armatura con una travertina d’acciaio spaccalame, contro un avversario con protezioni leggere, pensate per proteggersi da attacchi più leggeri.

A parte questi casi isolati, che per inciso non sono andati molto avanti negli scontri, in quanto nonostante i colpi potenti, tendevano a scoprirsi e davano modo agli avversari di entrare in anticipo e fare punto, abbiamo notato un buon livello atletico e tecnico da parte di tutti. Abbiamo avuto modo di incontrare associazioni che non conoscevamo, sia a livello piemontese, sia altrtove, e si è subito creato un clima amichevole che fa sperare in collaborazioni future.

Inoltre devo dire che è stato molto interessante tirare con persone nuove, e cercare di adattare il proprio modo di combattere al loro, per cercare il punto della vittoria. Sicuramente ci siamo resi conto del fatto che tirare in torneo sia estremamente diverso dal tirare in palestra; il fatto di non sapere chi hai davanti e come combatte mette molta ansia, e il nostro modo di combattere in questo contesto è cambiato molto. Ce ne siamo resi conto io e Dave, che siamo finiti in semifinale l’uno contro l’altro; nonostante io sappia come tira di solito e viceversa, abbiamo tirato in maniera completamente differente, in quanto “smaliziati” dagli incontri precedenti.

Ritengo che la Nostra associazione sia uscita da questo torneo a testa alta, non solo in quanto ci siamo portati a casa 2 coppe (Jack 1° classificato in categoria Spada a una mano e 1/2, e io 2° classificato in categoria Spada e brocchiero), ma perché abbiamo espresso un’ottima tecnica schermistica riconosciuta obbiettivamente da tutti (olè, momento autocelebrativo! :P)… siamo stati sommersi da complimenti! 😀

Insomma, concludendo, posso dire che l’esperienza è stata più che positiva, e sicuramente ripeteremo (magari la prossima volta ci saremo preparati meglio e avremo tutta l’attrezzatura 🙂 ), siamo convinti che le piccole imperfezioni nella gestione siano migliorabili e che la comunità hema italiana, per quanto piccolina sia, deve continuare su questa strada per diventare in un (si spera) vicinissimo futuro paragonabile a quelle del nord Europa.

P.S. a breve su You Tube caricheremo un video “tamarro” 🙂 del torneo, e probabilmente apriremo una nuova rubrica qui sul blog, dove vi mostreremo settimanalmente i nostri combattimenti, cercando di commentare in maniere oggettiva tecniche, errori e quant’altro.

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4 pensieri riguardo “Impressioni torneo HEMA Serravalle Sesia”

  1. Le armature sono pericolose per chi se le trova contro, visto che entrando in lotta entrerebbe a contatto con il metallo (ho visto un gambeson con placchette metalliche e un elmo a becco, l’ideale per farsi male…).
    È stata una prima versione, un momento di passaggio… Gli organizzatori sono stati molto aperti ai consigli, quindi sono fiducioso per il futuro: dal prossimo anno si tratterà di HEMA al 100% 😉

  2. Carissimi amici della Sala Delle Armi sono Moris uno degli organizzatori. Vi ringrazio delle belle parole che avete speso per il torneo a cui avete partecipato domenica e anche delle critiche.. 🙂 Ammetto che ci sono state pecche sull’arbitraggio, in teoria io non avrei dovuto partecipare al torneo in quanto arbitro ma, purtroppo, ho dovuto farne parte attiva poiché uno dei partecipanti sarebbe rimasto da solo e per non fare un ulteriore ripescaggio ho preferito così, mi cospargo di cenere il capo…
    Detto ciò devo riconoscere l’immane errore dei due ragazzi in armatura pesante.. Avevano letto il regolamento il quale nei suoi passaggi del capitolo “ripari” recitava testuali parole:

    “Equipaggiamento minimo per i tornei di spada a una mano e mezza, spada e boccoliere, sciabola.
     NO PELLE NUDA.
     Maschera (o elmo) che protegga il retro della testa.
     Protezione per il collo separata se essa stessa non è compresa nella maschera.
     Giacca imbottita da scherma o gambeson che copra completamente il braccio e non abbia parti aperte sotto l’ascella.
     Protezione rigida del gomito e del ginocchio che proteggano possibilmente anche il lato della giuntura.
     Guanti imbottiti buoni e spessi.
     Conchiglia per gli uomini e protezione del seno per le donne.
     Protezione rigida per gli stinchi.
     Imbottitura per l’anca (di solito sono coperte dal gambeson)
     I guanti in ferro oppure guanti rigidi con nocche e dita in riparo rigido sono obbligatori nel torneo di spada a una mano e mezza.”

    Pertanto erano avvisati di ciò a cui andavano incontro dato che ho spiegato più e più volte che TUTTI avevano ripari atti alla tecnica e NON al contatto pieno e la loro risposta è stata “noi siamo abituati a combattere in armatura, veniamo così..”.
    Posso assicurarvi già da ora che il prossimo anno sarà molto diverso da questo a partire dalla giuria che sarà esterna e saranno 3 giudici segna-punti, l’arbitro sarà esterno e non prenderà decisioni se non quella di aggiudicare il punto a uno o all’altro duellante in base a QUANTE BANDIERE SONO STATE ALZATE (quindi se 3 giudici segnano rosso, punto al rosso; se 3 giudici alzano entrambe le bandiere a quel punto l’arbitro si sentirà coi giudici per capire cosa hanno visto) e poiché i guanti da Lacrosse sono utilizzati nei tornei credo che accetteremo ancora quel tipo di ripari ma assolutamente non vogliamo più vedere armature, per quel tipo di ripari ci sono abbastanza tornei e se uno non vuole unificarsi, sta a casa.. Semplice..
    Non faremo più il torneo di falcione/scudo (tramutatosi per magia in spada/scudo..) ma piuttosto preferiamo unificarci all’HEMA in tutto e per tutto e proporre RAPIER/DAGA, SCIABOLA, SPADA/BROCCHIERE, FEDERSCHWERT e in mancanza di quest’ultima (può capitare) si potrà utilizzare una spada non FEDER ma che sia abbastanza flessibile..

    Scusatemi se mi sono dilungato, sono stato molto contento di avervi conosciuto e di aver condiviso questa esperienza nuova con tutti voi.. Signori, un inchino.. Moris

    1. Caro Moris! non hai assolutamente colpe e ti capiamo appieno! 😀
      Questo è stato un tentativo pionieristico e come tale deve essere considerato ed analizzato! ci sono sicuramente alcuni aspetti che potranno (con la buona volontà di tutti) essere corretti. In particolare ne vedo due:
      1- uniformare armi e protezioni di modo da non vedere traumi e ferite evitabili (non che così non ce ne saranno più, sia chiaro, ma una spada da rievocatore fa più male di una feder; così come la tecnica di gioco stretto contro un combattente armato di armatura è rischiosa)
      2- arbitraggio: se non erro nello swordfish utilizzano 3 guardalinee/bandierine (dispari x ovviare a pareggi) che, nel momento di dare il colpo, guardano in basso di modo da non essere influenzati dal giudizio altrui. La figura dell’arbitro invece l’ho capita poco ancora…. sarebbe da andare allo swordfish e chiedere 😉
      Secondo me il meglio sarebbe avere a disposizione giudici istruiti e non gli atleti stessi, proprio come accade negli sport agonistici.
      Cmq di strada da fare ce n’è ancora ma siamo assolutamente fiduciosi!
      E disponibilissimi a scambi -costruttivi- di pareri!
      A presto e grazio mille ancora!!!!!

    2. Caro Moris, apprezzo lo spirito di iniziativa dimostrato nell’organizzare il torneo e anche l’umiltà e la voglia di migliorare 🙂 Anche per noi è stata la prima esperienza, ma ci piacerebbe continuare a contribuire per adeguarci agli standard europei.
      I giudici possono anche essere esterni (ma non credo che nessuno abbia voluto favorire i propri compagni), ma per prima cosa dovrebbero avere esperienza e occhio allenato, cosa molto difficile in Italia visto che ci manca l’esperienza (noi per primi abbiamo trovato diffibile arbitrare i nostri incontri in palestra).
      A presto! 😀

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