Un HEMA-weekend con Keith

Di ritorno dall’evento di sabato e domenica dagli Appesi è doveroso spendere del tempo per una recensione e per condividere ciò che abbiamo imparato. Siamo sicuramente tornati a casa più ricchi e questo ci spronerà a migliorare il nostro approccio all’HEMA.

 

Innanzitutto partirò dai ringraziamenti: i ragazzi della Sala d’Arme dell’Appeso si sono dimostrati degli ottimi ospiti e padroni di casa, gentili, disponibili e ben organizzati. La logistica dell’evento, dell’albergo e della ristorazione è stata eccellente. Li ringraziamo inoltre per averci dato la disponibilità di tenere un seminario sul gioco largo della spada a due mani di Fiore Furlano de’ Liberi (video a breve disponibile su youtube), per aver combattuto con noi in sparring e per aver reso possibile l’aggregazione di persone che fino a quel momento non si erano ancora potute conoscere, se non per via telematica.

 

Ma veniamo al sodo… Gli sfortunati SdAri che non sono venuti all’evento hanno continuato a romperci le scatole chiedendoci di raccontare 😀

Cosa c’è da dire? Che da Keith Farrel abbiamo tratto degli insegnamenti forse con una valenza maggiore dell’oro! Cercherò quindi di summarizzare in pochi punti ciò che poi riprenderemo a voce:

 

– Importanza di un esperto: l’insegnamento di un’Arte Marziale è un topic molto caldo. Molto spesso quando ci si improvvisa maestri e ci si arroga il diritto di questo titolo, nella migliore delle ipotesi non si fanno progredire gli allievi, nella peggiore delle ipotesi si inculcano nozioni errate che possono portare anche a squilibri fisici fino ad arrivare ad evidenti problemi muscolo-scheletrici. Questo ci ha ancora una volta fatto riflettere sul peso che noi responsabili della SdA abbiamo nei confronti dei nostri allievi. Per fortuna la nostra apertura mentale e il nostro background sportivo ci vengono incontro. Conoscere persone del calibro di Keith è solo un giovamento: vedere la sua postura, analizzarne i movimenti corretti, calcolati al centimetro, parlare, discutere ed imparare da lui sono fattori importantissimi per ciò che faremo d’ora in poi. E così sarà con altri esperti del settore. Questo non deve però voler dire essere delle spugne senza filtro, è sempre importantissimo soppesare e valutare ciò che ci viene proposto. Devo dire che ciò che abbiamo sentito e visto da Keith è, almeno personalmente, condivisibile a l 100%.

 

– Importanza dei “kata” schermistici: strettamente correlato al discorso di cui sopra, per coadiuvare e gestire una classe di schermidori al meglio è necessario fare uno step alla volta, senza correre. Provare un esercizio 10, 100 1000 volte può essere noioso, lo so, ma la sua utilità è senza dubbio enorme. Così facendo è possibile, per gli istruttori, correggere ogni minimo errore (sempre partendo dal presupposto di saper discernere se l’errore vi sia o meno), mentre per gli allievi allena quella che è la memoria muscolare: quando il corpo interiorizza un movimento, muscoli e cervello si separano, a questo punto il cervello può focalizzarsi sulla tattica schermistica e lasciare ai muscoli l’onere di muovere il corpo per colpire e parare nella corretta sequenza.

 

– Memorizzare: tirare uno zornhau può sembrare una banalità… eppure parlando con Keith siamo arrivati a contare circa 16 punti nodali sui quali è necessario focalizzare l’attenzione durante l’azione. Questo implica che non basta dire “tira questo colpo” oppure “fai così etc etc” ma si deve cercare di controllare ogni variabile. E il modo corretto per farlo è la ripetizione. Inoltre lentezza e fluidità del movimento sono altri due fattori importantissimi (io e il mitico Malagutz ci siamo fatti un duello slow motion epico :D): si dovrebbe tirare di scherma pensando di fare un book fotografico o un film, ogni momento dovrebbe essere uno spettacolo da immortalare: se un piede a fine movimento è girato male, se la punta della spada è rivolta verso l’infinito e oltre, se Quasimodo è più dritto di noi a fine movimento, c’è qualcosa che non va!

 

– Imparare le basi e poi scombinarle: Liechtenauer dice di tirare un mandritto sempre accompagnato dal passo destro e viceversa per il rovescio…. e poi cambia idea a metà trattato! Non è impazzito per uno zornhau di troppo 😀 Bisogna imparare le basi tramite ripetizioni infinite e implementare la memoria muscolare in primis; quando questo goal è stato raggiunto cercare di rompere queste leggi e imparare nuovamente dei movimenti poco consoni ma efficaci. Il nostro corpo e la nostra mente saranno ormai pronti a riassimilare delle nuove nozioni con molta più facilità.

 

– Sparring con uno scopo: fare sparring è sicuramente un momento di svago che può rimanere fine a se stesso o aiutare a migliorare se stessi ed il proprio sparring partner. L’importanza di fare sparring con diverse persone, con diversi stili, con diversi obiettivi può sicuramente giovare al proprio bagaglio schermistico molto di più che combattere sempre con le stesse persone. In questo caso infatti si tende ad imparare gli schemi motori del partner e finire in un loop infinito senza uscita. Rimettersi sempre in gioco invece è un’ottimo modo per crescere. Così come è importante porsi degli scopi durante uno sparring: sicuramente ho notato un miglioramento durante le azioni del seminario di questo weekend; fare sparring avendo un obiettivo (es. cercare di usare una particolare tecnica, cercare lo slow motion, cercare il colpo pulito alla testa and so on) porta a finalizzare le proprie tecniche e le proprie azioni per giungere allo scopo dell’esercizio. Perciò credo diventerà un must dei miei momenti di allenamento.

 

– Background marziale o olimpico: e qui apriamo le discussioni! Non metto affatto in dubbio che la scherma olimpica possa giovare allo studio della scherma storica però trovo che un bagaglio proveniente da discipline marziali orientali sia di gran lunga più consono a ciò che facciamo. E questo lo dico senza fare critiche, e soprattuto dopo vari discorsi fatti con amici e istruttori di scherma olimpica. Sicuramente la scherma in pedana è utile in molti ambiti: migliora la percezione del tempo e della misura, fortifica le gambe e il tronco permettendo movimenti molto rapidi. Tuttavia la scherma che facciamo noi non è solo fioretto, spada e sciabola. Si parte dalla lotta, si usano armi corte, armi ad una o due mani, armi astate; si devono (naturalmente per chi lo desidera) imparare stili e tradizioni diverse; ci si trova davanti a repliche con pesi e misure ben diverse da quelle delle armi olimpiche; si devono eseguire movimenti spesso molto veloci, esplosivi e potenti allo stesso tempo; ci si deve muovere su un un piano e non solo in una direzione. L’idea che mi ero fatto già da tempo (avendo nella SdA individui già con un background marziale orientale) ha avuto conferma grazie all’osservazione dei movimenti di Keith: movimenti veloci, precisi, che sprigionavano potenza, una postura pressochè perfetta… grazie… dopo tutti gli anni di karate che si è fatto…

Naturalmente ci tengo a spezzare una lancia in favore degli olimpionici… a Sportilia ho avuto il piacere di conoscere, come si dice, “face to face” o “mask to mask”, Riccardo! Beh… sarebbe interessante vedere uno scontro tra questi due grandi atleti 😀

 

– Colpire duro: benchè in generale sia io sia gli altri SdAri siamo sempre stato un po’ contro l’idea del picchiare forte, ci siamo resi conto di come possano esistere varie sfumature di questo concetto. E Keith ce ne ha dato dimostrazione! Colpire forte grazie alla tecnica è un conto, colpire forte per fare male un altro. Purtroppo è un concetto molto difficile da spiegare a parole ma molto semplice da sperimentare sulla propria pelle (maledetto Keith, avevo appena ridipinto la maschera!!!!). Quello che ho effettivamente notato è che può essere molto utile per migliorare la propria tecnica. Purtroppo il controllo eccessivo al quale ero abituato mi ha portato ad imparare tecniche poco, o per nulla, efficaci in relazione ad un avversario più competente (e ripeto, un avversario che non tira per fare male!). Sperimentare un colpo con la giusta intensità mi ha fatto capire cosa potevo aver sbagliato durante il mio attacco o la mia difesa. Quindi ora ho bisogno di sperimentare su qualcuno di voi miei cari SdAri e Speculi…..

 

Spero di non aver dimenticato niente… sicuramente questo post vedrà le aggiunte degli altri compagni di viaggio!

 

Ci tengo infine a ribadire e sottolineare un altro concetto… E’ ormai più di un anno che la SdA si è gemellata con gli Speculum Historiae di Torino, e che ha preso contatti con alcuni dei ragazzi di Condotta Mercenaria e di Vals. Non posso che essere contento di questo clima che si sta creando, questa sana voglia di imparare gli uni dagli altri, di aprire i propri orizzonti invece di chiudersi a guscio in se stessi.

Come al solito questa è stata un’esperienza istruttiva ma anche un momento di coesione tra di noi… il tetto delle 8000 battute è stato quasi raggiunto con dei picchi epocali dettati dalla stanchezza…

Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e di rimettersi a lavorare!

E comunque, in ogni caso… Zornhau!!!!!

Dave

 

 

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