La Scuola Bolognese: concetti base e principi

Spada da lato secondo la tradizione rinascimentale Bolognese

Il presente articolo intende illustrare i concetti espressi nel video linkato qui di seguito; dove nella splendida cornice offerta dal Castello di Racconigi, mostriamo la nostra interpretazione delle basi relative alla tradizione schermistica rinascimentale della Scuola Bolognese. La traduzione in italiano delle parti testuali vuole garantire una maggiore fruibilità e accessibilità a questi materiali.

Introduzione

In questo video vengono analizzati alcuni concetti e principi fondamentali nella tradizione schermistica della Scuola Bolognese.

La fonte principale di tale studio è il trattato “Dell’Arte di Scrimia in Libri Tre” di G. dalle Agocchie, integrato con informazioni provenienti dagli insegnamenti dei Maestri A. Marozzo,  A. Manciolino e dall’Anonimo Bolognese.

Le basi mostrate in questo lavoro costituiscono un nucleo di partenza del sistema marziale proposto, che può successivamente essere arricchito e reso più articolato.


Inviti

La scuola bolognese è caratterizzata dal largo utilizzo di  del concetto di “invito”: ogni volta in cui lo schermidore assumerà una guardia coprirà attivamente un’apertura, ma al contempo ne lascerà intenzionalmente scoperta un’altra.

Sebbene questo possa sembrare pericoloso, offrire un invito permette di poter prevedere le mosse dell’avversario, limitato nella scelta di dove poter attaccare, e quindi poter preparare una difesa efficace. Inserendo quindi un elemento di prevedibilità, si guadagna un vantaggio tattico sull’avversario.

Inviti in Porta di Ferro:

  • spada posizionata centrale: nessun invito e nessun apertura coperta L’avversario può colpire da entrambi i lati.
  • punta spostata a sinistra: invito a destra ma senza coprire l’apertura. L’avversario può ancora colpire da entrambi i lati.
  • invito corretto: invito a destra, la linea del mandritto risulta efficacemente coperta. L’avversario può colpire solo il lato destro lasciato scoperto.

Inviti in Coda Lunga:

  • spada posizionata centrale: nessun invito e nessun apertura scoperta L’avversario può colpire da entrambi i lati.
  • punta spostata a destra: invito a sinistra ma senza coprire l’apertura. L’avversario può ancora colpire da entrambi i lati.
  • invito corretto: invito a sinistra, la linea del roverso risulta efficacemente coperta. L’avversario può colpire solo il lato sinistro lasciato scoperto.

    Esemplificazione grafica del concetto di invito relativo alla Guardia Porta di Ferro. Evidenziata in rosso la spada nelle tre diverse posizioni riportate sopra, prendendo come riferimento la figura disegnata (centrare, punta spostata a sinistra, invito corretto).
Illustrazione del bersaglio lasciato scoperto (in rosso) o coperto (in blu) dalla guardia a seconda della posizione assunta con la spada.

Citazioni: “Coda lunga sarà, quando si tiene la spada fuori dalle parti dritte […] La guardia di coda lunga si divide in tre nature. La prima si fa co’l pie destro innanzi verso le vostre parti dritte, & che’l pugno della spada sia di fuori, & presso al ginocchio destro, & che la punta e la persona guardi il nimico: & è detta coda lunga stretta. […]” – Dalle Agocchie

“Ogni volta che havrete il pie dritto innanzi un passo, il quale non sia grande ne piccolo, ma proportionato, co’l pugno della spada di dentro, & appresso il ginocchio destro, & che la punta di essa insieme con la spalla dritta guardi il nimico, questa si chiamerà porta di ferro stretta […]” – Dalle Agocchie


Postura

La postura è un ampio argomento, del quale intendiamo approfondire solo l’aspetto riguardante la  rotazione delle anche e dei piedi che consentono di alternare l’allineamento del busto avvicinando all’avversario la parte destra o quella sinistra. Questo inoltre sembrerebbe essere in linea con quanto raffigurato nella trattatistica presa in esame.

guardie marozzo
Guardie raffigurate nel trattato “Opera Nuova” di Achille Marozzo. Si osservino la posizione dei piedi, delle anche e del busto, relativamente a quanto analizzato nella sezione relativa agli inviti e alla postura.

Citazioni: “Bisogna esser disciolto nella vita, & prestissimo di nodo di mano” – Dalle Agocchie

“ […] volgendo la persona dietro alle vostre parti destre […]” – dalle Agocchie

“ […] la persona debbe stare alquanto con le parti dritte, volte verso l’avversario […]” – dalle agocchie


Tempo

Prendiamo in considerazione la divisione del Tempo secondo il Maestro dalle Agocchie. La raccomandazione generale è quella di sfruttare il giusto tempo, agendo contro l’avversario sul suo movimento. Egli distingue in cinque nature il “Tempo da ferire” :

  • si può ferire subito dopo aver eseguito una parata;
  • o ferire dopo aver schivato un colpo;
  • si può agire in “controtempo”, ovvero ferendo in anticipo su un caricamento dell’avversario;
  • ancora si può ferire non appena l’avversario compie un cambio di guardia “senza giudicio” (quindi da troppo vicino o fatto senza una ragione valida);
  • infine si può ferire l’avversario mentre esegue un passo mantenendo ferma la propria guardia.

Inoltre vengono descritti tre modi di ferire con la spada:

  • 2 tempi: corrispondenti al parata e risposta, oppure battuta e risposta, ecc.
  • 1 tempo: parata e colpo assieme (cioè il “tempo insieme”).
  • ½ tempo: colpo mentre l’avversario attacca (cioè il colpo “in tempo”).

Citazioni: “Poiche mi date occasione di ragionare del tempo; vi dirò. Cinque modi sono da conoscere questo tempo da ferire. Il primo è, quando haverete parato il colpo del nimico, che all’hora è tempo da ferire. Il secondo, quando il colpo vi haverà trascorso fuori della persona, che quell’è tempo da seguirlo con la risposta piu convenevole. Il terzo, quando egli alzasse la spada per offendervi: mentre ch’egli alza la mano; quell’è il tempo di ferire. Il quarto, come egli si movesse senza senza giudicio d’una guardia per andare in un’altra; avanti ch’egli sia fermo in essa, all’hora è tempo di pffenderlo. Il quinto & ultimo, quando il nimico è fermo in guardia, & ch’egli alzasse, ò movesse il piede, che averà innanzi per mutarsi di passo, o per accostarsi; mentre ch’egli alzerà il piede, quello è tempo da ferirlo: perchè egli non può offendervi per esser discomodo.”  – Dalle Agocchie

Quando voi conoscete, che nel muovervi di passo, ò mutandovi di guardia: il nimico spingendo la spada vi potesse arrivare; voi vi potete movere all’indietro, ò girare intorno; volgendogli in quel tempo un tramazzone contra la sua spada. Potete ancora movervi il piè di dietro, ò vero nel movervi, urtare co’l falso, ò co’l fil dritto nella spada nimica, tirandogli di taglio, ò di punta, secondo l’occasione: perchè ciò facendo, verrete a movervi con giudicio, & senza pericolo.” – Dalle Agocchie

Lep. Dapoi che mi havete dichiarati i modi per li quali si può conoscere il tempo da ferire; vorrei che mi diceste ancora di quanti tempi con la spada si può ferire? Gio. Di due tempi, un tempo et mezzo tempo. I due tempi sono quelli, quando la spada para, e poi ferisce. Un tempo è quello quando si ferisce senza parare il colpo, ò vero quando si para, & ferisce in un’instante. Il mezzo & ultimo tempo è quello, quando si ferisce, mentre che’l nimico tira il colpo.” – Dalle Agocchie


Azioni di base

Presentiamo qui alcune delle più tipiche azioni difensive.

  • parate di filo falso
  • parate con mezza volta di pugno
  • parate in guardia di testa

Da notare come l’attacco sia sempre portato all’apertura lasciata scoperta dall’invito.


“Passeggiata nelle guardie”

Il maestro dalle Agocchie riporta una breve sequenza: una forma, nella quale vengono esercitati i passaggi da una guardia all’altra, sia avanzando che indietreggiando. Ogni colpo parte da una guardia e si ferma in un’altra.

Nella scuola bolognese le forme a vuoto rappresentano uno degli strumenti didattici più importanti nella formazione di uno spadaccino. Manciolino, Marozzo e dalle Agocchie ci lasciano numerosi Assalti o Abbattimenti da eseguirsi con tutte le armi della tradizione bolognese: Spada sola, spada e brocchiere, spada e daga, spada e targa, due spade ecc.

Manciolino, Marozzo e dalle Agocchie riportano numerosi Assalti o Abbattimenti da eseguirsi con tutte le armi della tradizione bolognese: Spada sola, spada e brocchiere, spada e daga, spada e targa, due spade ecc.

Oltre ad essere un eccellente strumento per apprendere e migliorare il gesto, consolidando gli schemi motori tipici dello stile, essi costituiscono anche un metodo per tramandare le informazioni da maestro ad allievo (analogalmente ai kata orientali). Questi possono essere eseguiti sia in solitario, sia in coppia, e contengono la maggior parte delle tecniche dello stile.

Esecuzione

Estrazione e taglio tondo.

Avanzando:

  • roverso → coda lunga e stretta
  • falso e mandritto → cinghiara porta di ferro
  • tramazzone → porta di ferro stretta
  • falso e roverso → coda lunga e alta
  • ridoppio → alicornio
  • imbroccata → porta di ferro stretta

Indietreggiando:

  • falso e roverso → coda lunga e alta
  • tramazzone → porta di ferro stretta
  • tramazzone → cinghiara porta di ferro
  • falso e roverso → coda lunga e stretta

Conclusione.


Andare e tornare da gioco

Nonostante il testo non lo specifichi, proponiamo qui una possibile applicazione della Passeggiata come esercizio per andare e tornare da gioco, ovvero i duei momenti che precedono e seguono l’azione schermistica vera e propria, come indicato nei numerosi assalti di spada e brocchiero di Manciolino e Marozzo.

Oltre a rendere l’assalto aggraziato ed esteticamente bello, l’andare a gioco passando di guardia in guardia e di colpo in colpo, ha anche una funzione tattico/strategica: mutando di continuo la guardia finale, e di conseguenza l’invito, l’avversario si troverà più in difficoltà nel capire dove potrà ferire in maniera sicura e da che cosa dovrà difendersi.

Il tornare da gioco consente di ritirarsi dall’azione in maniera sicura, prevenendo, con dei colpi di copertura, un’eventuale reazione dell’avversario.

Citazioni: Già deve essere palese per la lettura del predetto primo assalto, che qualunque di loro è diviso in tre parti. La prima ha il modo di andare a gioco. La seconda del giocare. La terza del ritornare da gioco, & come la seconda ha i colpi offensibili, così la prima & la terza gli ha voti e scherzevoli” – Manciolino

Ma prima che cominciamo dire del proponimento, isegneremo venire al gioco, acciò che non solamente gli buoni giocatori atti nell’offender & diffender si facciano. ;a etiamdio in dar bella forma alli loro colpi con soavi movimenti della persona trasposti.” – Manciolino


Gioco largo e stretto

Nel gioco largo, entrambi gli schermidori tendono a stare alla massima distanza possibile, spesso sciogliendo misura sull’avanzata dell’avversario. Si ha quindi la possibilità di di tirare tagli interi e posizionarsi in guardie larghe, caratterizzate da inviti molto ampi. In questa situazione entrambi gli schermidori tendono a mantenere un approccio cauto e conservativo, non entrando in una misura potenzialmente pericolosa.

Nel gioco stretto invece si riduce la misura, poiché uno dei due schermidori decide di non sciogliere misura, o di incalzare l’avversario. In questa situazione è bene limitarsi all’uso di guardie che mantengano la punta in linea, e usare principalmente colpi di punta e mezzi colpi.

Il termine “gioco stretto” non indica quindi in maniera specifica, come in autori medievali (si veda il “zogho stretto” di Fiore dei Liberi), un’azione di lotta eseguita a partire da uno scambio armato, bensì una generica azione di chiusura della misura e di conseguente azione efficace sull’avversario.

Citazioni: Dicho che il giuoco largo è, molto leggiadro, et fa uno bellissimo vedere, et a infiniti huomini li i agrada, et ie pare più bello , et più veçoso il giuoco largo, che non ie fa il stretto, et io vui dovete sapere, che questo vocabulo de dire giuco largo non dipende altro se non, che li colpi, tirati tutti interi ciuè che ‘l suo principio sia dalla testa per fino alli piedi tirato, et lasciar voltare la spada, overo fermarglia in una guardia larga […] et masimamente non vegnendo mai a stregnersi alla mezza spada con il suo nemico […]” – Anonimo Bolognese

“[…] il suggietto di questo vocabulo de dire giuoco stretto si forma con la spada in mano che trovandoti agiato in una guardia stretta; et tirando uno colpo non traschorerà l’altra guardia stretta, et così tegnere la spada con la punta che staga sempre drittamente alla mano della persona del nemico; et tirare mezzi colpi e non finiti […] – Anonimo Bolognese

 

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