La pazienza é la virtù di chi vuole imparare…

…ovvero i vaneggiamenti di un vecchio pazzo.

Ciao sono Dave. Impugno una spada da 10 anni e da 5 anni insegno HEMA, scio e surfo da 25, suono la chitarra da 16 anni, fotografo e dipingo da molto tempo,ho fatto pallavolo per 10 anni, mi diletto con i giochi di prestigio da qualche mese e ultimamente mi sono buttato in un corso di swing. Cioè praticamente facendo i calcoli sono vecchio decrepito…

Lungi da me dire di essere bravo in tutto, ci vorrebbero un paio di vite per raggiungere un livello alto e non dovrei perdere tempo a lavorare… Però raggiungere un buon 7 e 1/2 – 8 è fattibile, ci vogliono solo metodo e costanza.

Quando mi approccio ad un nuovo assolo particolarmente difficile o ad una nuova tecnica schermistica faccio un profondo respiro e inizio la mia routine:

1- divido ed isolo le varie componenti di ciò che devo imparare (un paio di colpi di un fraseggio schermistico oppure la prima battuta di uno spartito)

2- a bassissima velocità ne capisco la meccanica

3- inizio con ripetizioni ben scandite dell’esercizio (metronomo al 50% dei bpm, che due palle!)

4- proseguo sempre a bassa velocità cercando di rendere più fluida, armoniosa e morbida la transizione tra un movimento e l’altro (o tra le note di un assolo)

5- una volta che il giusto flow è stato raggiunto incremento in modo costante la velocità (su guitar pro c’è la fantastica possibilità di mettere in loop e far aumentare il metronomo del 10% ad ogni ripetizione, se solo lo si potesse fare anche a scherma…). A questo punto i muscoli dovrebbero già aver iniziato a sviluppare un po’ di memoria dell’esercizio

6- ripeto i punti da 1 a 5 con la battuta successiva o la successiva concatenazione nella frase schermistica

7- una volta che tutti i pezzi sono stati metabolizzati è ora di mettere insieme il puzzle!

Bene, se già ci avete messo 10 minuti a leggere tutta sta solfa ora provate a trasporre tutto questo tempo nella pratica. È logico che un assolo dei SymphonyX lo imparerò in 1 mese (se va bene) mentre Michael Romeo se lo inventa in 1 ora, come è logico che una stucke del Meyer la studierò in 3-4 serate diverse mentre Meyer se l’è pensata mentre era seduto sul cesso… L’importante non é il tempo ma l’approccio mentale al problema.

È questo stesso approccio che provo ad utilizzare sia quando imparo qualcosa sia quando cerco di insegnarla. Ed è questo mio personalissimo metodo e visione (in linea di massima condivisi anche dai miei colleghi istruttori nella SdA) che cerco di trasmettere ai miei “allievi/iscritti/quello-che-cavolo-siete”.

Alcuni consigli spiccioli che scrivo mentre sono in treno ed intanto penso ai nostri allenamenti:

– Take your time: la nostra vita (o almeno quella della maggior parte di noi) è frenetica di suo e carica di nervosismo. Tramite le nostre passioni abbiamo la possibilità di scaricare la tensione, non facciamo quindi diventare queste stesse passioni motivo di ulteriore nervosismo. Se una cosa non viene perché non abbiamo ancora imparato a farla nel modo corretto non ha senso correre, incazzarsi perché non viene e mollare tutto. Molto spesso si ha molta più soddisfazione a sentire uscire le note dalla chitarra con un buon tapping a metà velocità, sentendo tutti gli hammer-on e pull-off, piuttosto che sentire la stessa melodia con note incespicate e mancanti ma a velocità elevata

– Ripetere ciò che è corretto: la ripetizione è la chiave del problema. Però, così come ripetere un movimento corretto porta alla perfezione, ripetere un movimento sbagliato porta all’autodistruzione! Pensiamo ad un passeggio e postura errati: a lungo andare, oltre a non far venire bene le tecniche, questo può portare a gravi problemi muscolo-articolari, fino all’amputazione dell’arto (no vabbè era solo per fare del terrorismo psicologico). Quando ripetiamo un esercizio cerchiamo quindi di capire (con il buon senso o la guida di un istruttore) se il movimento è corretto prima di procedere alla sua reiterazione

– Ripetere, ripetere, ripetere: … ho già detto ripetere? La memoria muscolare è un’invenzione fantastica! Chi ci ha progettato l’ha fatto davvero bene! La memoria muscolare è quella che ti permette di abbassare tutto un assolo di 1 tono senza dover impazzire, e questo perché le tue dita sanno già dove andare (ieri ho dovuto ristudiarmi tutta una mia canzone un tono più bassa) o che ti fa reagire nel modo corretto ad un oberhaw del tuo avversario. Ma la memoria muscolare deve essere allenata. Nuovi circuiti neuro-muscolari devono formarsi e devono essere mantenuti attivi, altrimenti verranno soppiantati da nuove mappe. Il nostro cervello ha un numero limitato di bytes e dopo un po’ inizia a cancellare tutto ciò che viene reputato come vetusto o poco usato. Quindi continuate a ripetere alla nausea gli esercizi utili ed i movimenti corretti

– Sfruttare al massimo il tempo a disposizione: purtroppo nessuno campa d’aria (ah no! I respirariani sì, beati loro) quindi siamo costretti ad investire -per non dire perdere- gran parte del nostro tempo studiando prima e lavorando poi. Quelle poche ore a nostra disposizione durante il pomeriggio o la serata devono essere sfruttate. Non per chiacchierare. Ti voglio tanto bene, ma se durante la ripetizione di un esercizio o durante una serata in sala prove mi racconti di come il tuo gattino ha salvato una povera vecchietta da un palazzo in fiamme stai perdendo il tuo tempo, ma soprattutto lo stai facendo perdere a me! E magari sto pure pagando per imparare/perfezionare qualcosa in quel momento. Quindi sfruttate al massimo le poche ore che avete nella giornata per dedicarvi alle vostre passioni. Tempo dopo potreste trovarvi a dire “se solo avessi passato 5 anni a fare le cose con un certo ritmo invece che cazzeggiare”…

Il mio focus, come schermidore in primis e come istruttore poi, è imparare ad eseguire correttamente ed efficacemente ciò che studio sui trattati. E poi cercare di passare questa mia passione e le nozioni ad essa correlate nel miglior modo possibile.

Tutte le volte che vedo un po’ di farina del mio sacco in un’altra persona so di aver raggiunto il mio scopo e sono felice. Ho insegnato snowboard ad un sacco di amici (compreso il mio fratellozzo Alex) e ora posso godermi dei fantastici fuori pista insieme a loro; ho incentivato persone e lavorato insieme a loro nella realizzazione di progetti musicali (compreso Alex, oh ma sei peggio del prezzemolo!). Adesso quello che voglio è fare lo stesso con la scherma, insegnare a delle persone che potranno essere degli ottimi sparring partner/coach/compagni di squadra durante il prossimo scontro.

Spero che il mio lavoro nella Sala delle Armi sia, e rimarrà, di buon-alto livello e spero che queste elucubrazioni delle 6.30 del mattino possano dare coraggio a chi è alle prime armi e possano essere terreno fertile di discussione con chi è già più avanti nel percorso e presto potrà affiancarmi.

E ora spero di tornare presto a casa che ho bisogno di un paio d’ore per studiarmi l’ultima canzone dei SymphonyX… Quella sì che spacca \m/
Stay heavy and keep training

Dave

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Un pensiero su “La pazienza é la virtù di chi vuole imparare…”

  1. L’ha ribloggato su Tanto tanto keikoe ha commentato:
    Leggo questo articolo di Dave della Hema e mi piace proprio, lo trovo in piena linea con quello che penso e di cui mi capita di fare esperienza nella nostra pratica … quindi ve lo segnalo e ve lo propongo anche qui su Tantotantokeiko 😉 Rod

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