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Rubrica video schermistici #2: tecniche di langes schwert + duello da “la storia fantastica”

Eccoci alla seconda puntata della nostra rubrica di video sulla scherma storica…

Il primo video che ho scelto per questa sera riprende alcune tecniche di spada lunga eseguite con federschwert (letteralmente “spada piuma”, in italiano prende il nome di “spada di marra”): una tipologia di spada da allenamento usata già dal Rinascimento – compare infatti nei manuali tedeschi del XVI secolo – la cui forma, dalla lama stretta e spessa, arrotondata in punta, e bilanciata da un ampio ricasso e da una manicatura a due mani, consente di simulare il peso di una normale spada, ma di praticare in maggiore sicurezza e velocità, vista anche la sua notevole leggerezza. Le tecniche eseguite sono quelle tipiche della scuola tedesca con guardie alte sopra la testa e un largo utilizzo della manicatura: grazie alle ripetizioni rallentate potrete apprezzare al meglio alcuni dei giochi effettuati. Molto bello anche l’allestimento, che ricorda in pieno lo “steccato” medievale (“fechtplatz”) ovvero il luogo delimitato all’interno del quale avvenivano gli scontri schermistici, e le divise da pratica, due ampi giubboni imbottiti o gambeson. Infine un personale apprezzamento per l’interpretazione dei due praticanti, non eccessiva o fastidiosa, ma che fornisce una sfumatura di realismo.

 

Il secondo video che ho selezionato vuol essere un omaggio al mitico Bob Anderson: un grande spadaccino e coreografo che è mancato il primo gennaio di quest’anno. Dal 1953, dopo una carriera da atleta olimpionico nella sciabola, è entrato nel mondo del cinema come allenatore di scherma e stuntman. Famoso per aver impersonato Darth Fener nel duello di Guerre Stellari, ha curato alcuni tra i più notevoli combattimenti di spade del cinema hollywoodiano (tra i tanti ha lavorato ne “Il Signore degli Anelli”, “Il Destino di un Guerriero” e “La Maledizione della Prima Luna”). Nel video trovate uno dei suoi duelli tratto dal bellissimo e scanzonato “La Storia Fantastica” (“Princess Bride”) nel quale si affrontano Iñigo Montoya, il figlio di un grande armaiolo alla ricerca da anni dell’assassino di suo padre, e l’Hombre in nero, sulle tracce della principessa rapita. Non è una scena attinente alla serietà storica e non ha nulla di medievale, ma rimane un “epico” scontro tra due spadaccini che rispettano e ammirano l’abilità del proprio avversario. Godetevela…

A domenica prossima!

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Anno nuovo? Didattica nuova: la divisione in gruppi.

Un sacco di novità per il corso di scherma storica di Torino! È cambiato il giorno, sta cambiando l’approccio tecnico (con l’introduzione delle maschere da scherma e di altre protezioni), ma anche una nuova organizzazione didattica. Di seguito tenterò di spiegarne brevemente le caratteristiche: ovviamente si tratta di qualcosa che testeremo durante tutto l’anno di pratica, ma si spera possa risultare interessante o possa giungere qualche utile suggerimento o miglioramento.

Lo scorso anno, aiutati anche dal numero esiguo dei partecipanti e desiderosi di mantenere un atteggiamento assolutamente democratico nel gruppo, avevamo sperimentato un approccio didattico che consisteva nel proporre a tutti gli stessi contenuti: nonostante le nostre aspettative, porre un praticante inesperto di fronte a tecniche complesse non è stato un pieno successo… La nostra idea era che ciascuno si concentrasse sul proprio livello di competenza, ma il risultato è stato che i più esperti rimanevano troppo rallentati e i “novizi” trovavano le attività troppo complesse.

Alla luce dei feedback che ci sono giunti (e che ricordo ai nostri iscritti essere sempre ben accetti) abbiamo pensato una nuova modalità, che dovrebbe dare buoni frutti (chissà?). Come sapranno i nostri iscritti, i nostri allenamenti sono strutturati in cicli didattici (di circa 13 lezioni) che affrontano lo studio di tutte le tipologie di armi attualmente nel nostro programma. Essendoci 3 cicli in ogni anno associativo, le nozioni vengono più volte riprese al fine di un ottimale consolidamento ed approfondimento. Inoltre, da quest’anno, le discipline legate alla scherma medievale sono disgiunte da quelle di combattimento orientale o moderno (a cui sono dedicati gli altri due corsi) e quindi può essere fatto un lavoro molto più “intenso” e approfondito. Ma veniamo al succo: ogni singola lezione è basata sulla divisione dei partecipanti in gruppi di lavoro. Questi sono:

Il GRUPPO BIANCO

Obiettivi da raggiungere o acquisire: elementi basilari, comuni a tutte le discipline e necessari per il futuro percorso di apprendimento. In particolare concetti di tempo e misura, equilibrio, postura, movimento (nozioni di passeggio schermistico), controllo dei gesti e dell’arma (la sicurezza è sempre fondamentale). L’attività pratica sarà prevalentemente di gruppo o individuale, con molto spazio dedicato alla preparazione psico-fisica, esercitando riflessi, velocità, coordinazione, resistenza e potenza. L’armeggio sarà presente soprattutto come propedeutico, volto all’acquisizione di familiarità e precisione, con le varie tipologie d’arma (ad esempio tramite l’esecuzione di colpi a  vuoto o contro bersagli).
Acquisizione del corretto vocabolario di colpi e passeggio.
In breve: Combattere dici? Cominciamo a stare in piedi e respirare!”

Il GRUPPO VERDE

Obiettivi: acquisizione delle nozioni di base (es. studiod elle poste/guardie) delle varie discipline affrontate in maniera specifica, sia singolarmente che trasversalmente, con approfondimenti dalla trattatistica di riferimento; fondamentale inoltre l’acquisizione della capacità di correggersi autonomamente. Lo studio sarà improntato alla corretta esecuzione di attacchi, risposte, concatenazioni di azioni in ottica di anticipazione dell’avversario (approccio strategico) e di un piccolo bagaglio di chiusure di base (approccio tecnico) ed applicazione pratica mediante esercizi di “muro” (l’agente esegue attacchi concatenati, il paziente deve interromperli con un contrattacco). L’attività pratica sarà svolta prevalentemente in coppia.

Acquisizione del corretto vocabolario tecnico di guardie ed azioni schermistiche (legamento, filo, trasporto, cavazione ecc.)
In breve:È una spada non una zappa!”

Il GRUPPO BLU

Obiettivi: pratica del combattimento libero, perfezionamento dello stile, studio e applicazione di tecniche complesse con approccio interdisciplinare (stessa tecnica con armi diverse). Lo studio dei trattati sarà puntuale e approfondito, con particolare attenzione all’acquisizione di autonomia nel processo di ricerca e sperimentazione. Sarà inoltre invitata l’acquisizione e l’esercizio della didattica con diretta partecipazione nella conduzione delle lezioni. L’attività pratica sarà libera e valutata contestualmente.
In breve: “Cominciamo a fare Ricerca e approfondire l’Arte!”

 

I colori sono del tutto arbitrari e sono stati scelti per evitare una classificazione numerica che avrebbe implicato una struttura a livelli o fasi, mentre sono pensati per mantenere libertà di spostamento in entrambi i sensi su scelta condivisa di istruttori e singoli allievi.

L’obiettivo finale risiede nell’acquisizione di autonomia sul piano della ricerca e dello studio della scherma e della capacità di insegnamento: per questo, maturata la dovuta esperienza, ognuno potrà essere coinvolto nella conduzione dei gruppi e nella organizzazione del programma. Per come è stato pensato, tramite assidua frequenza delle lezioni e degli stage di approfondimento, l’iscritto dovrebbe raggiungere l’accesso al gruppo blu in un anno di pratica, ma la tempistica sarà valutata in maniera specifica.

Domenica 5 Agosto: Riprese al Borgo Medievale

Domenica scorsa presso il Borgo Medievale di Torino, che ci ha gentilmente ospitati, abbiamo fatto le riprese per il nostro prossimo progetto multimediale: un video sul passeggio  che andrà a completare il lavoro, già iniziato con l’articolo (leggi qui), ma non ancora ultimato e perfezionato.

Dopo un ultimo giro di controllo e la raccolta di qualche fegatello, mentre provavamo le tecniche da riprendere un gentile fotografo di passaggio ci ha immortalati.

Qui, invece, potete ammirare alcune foto scattate dal nostro Dave: qualche scorcio del Borgo di prima mattina (ancora vuoto!) e le primissime riprese… Non è molto come immagini di back-stage, ma per il resto siamo stati completamente assorbiti dallo svolgere il lavoro prefissato prima che piovesse o per dirla alla Asterix “che il cielo ci cadesse sulla testa”.

Il video lo trovate sul nostro canale di YouTube!

Il passeggio schermistico

Ecco un sintetico aggiornamento sulla terminologia relativa al passeggio schermistico (ovviamente  non prendetelo come definitivo… C’è ancora molto lavoro da fare!).

Il contenuto del post è strettamente tecnico e temo possa risultare poco interessante per i nostri follower meno coinvolti nelle attività marziali, tuttavia mi sembra bello rendere pubblici i nostri progressi… Diciamo che il target dell’articolo sono i nostri iscritti (tutto materiale di studio!) e, magari, qualche “collega” a cui possa tornare utile 😉

Come vedete abbiamo ampliato il vocabolario di riferimento… Questo ci permette di raffinare il tipo di movimento che compiamo durante un armeggio, creando nuove e diverse prospettive su tecniche già note. Inoltre un buon utilizzo del passeggio allena la coordinazione motoria, l’equilibrio e la propriocezione rendendolo un elemento utile non solo all’ambito del combattimento storico.

Le fonti di questo approfondimento sono i testi “L’arte cavalleresca del combattimento (Vadi)”, a cura di Marco Rubboli e Luca Cesari, ed. Il Cerchio e “Il Fiore di battaglia di Fiore dei Liberi da Cividale” di Massimo Malipiero, ed. Ribis. Segnalo inoltre l’utilissima “Scrimipedia” (che ho consultato nella redazione dell’articolo e che riprende chiaramente i contenuti dal primo testo) che, per chi fosse interessato ad un approccio più attento alla bibliografia, offre anche i relativi stralci e citazioni dai testi originali (vedete la sezione “Passeggio”).

Vediamo dunque quali sono i vari passi nominati e descritti dagli autori della trattatistica medievale e rinascimentale. Essendo sempre possibile eseguire questi passi sia dalla guardia destra che dalla guardia sinistra utilizzo i generici “avanzato” “arretrato”.

PASSO INTERO

È il passo più naturale e simile alla normale camminata. Può essere:

  • in avanti: ovvero facendo perno sul piede avanzato si porta in avanti quello arretrato avvicinandosi frontalmente all’avversario. Al termine del passo la guardia è cambiata (da guardia destra a guardia sinistra e viceversa).
  • indietro: identico al precendente ma il movimento è di allontanamento. La gamba arretrata fa perno mentre si muove quella avanzata;
  • obliquo: come il passare, ma il piede che avanza (sempre quello arretrato) non segue la linea di attacco frontale, ma si apre lateralmente portandosi a circa 45° solitamente. Il piede dx avanza verso dx e il piede sx avanza verso sx. Essendo la posizione di arrivo molto ampia e scoperta è opportuno associarla al passo detto seguito (vedi dopo);
  • incrociato: come il passo obliquo, ma il piede dx avanza verso sx e il piede sx avanza verso dx. Avendo gambe e busto divergenti è necessario posizionare il piede che avanza perpendicolare rispetto alla linea di attacco per rendere più stabile la posizione di arrivo.

MEZZO PASSO “ANTICO”  o PIEDE SCACCIA PIEDE

Passeggio tipico della Scuola Bolognese (da collocarsi in periodo rinascimentale: Achille Marozzo, uno dei più illustri esponenti, pubblica il proprio trattato nel 1536).

  • avanti: il piede arretrato si avvicina a quello avanzato, il quale viene poi portato avanti tornando nella guardia di partenza;
  • indietro: il piede avanzato si porta vicino a quello arretrato (movimento difensivo convenzionalmente detto riunita) il quale si riposiziona all’indietro;
  • obliquo e incrociato: analoghi ai due sopra, ma dopo l’avvicinamento del piede arretrato quello avanzato muove lateralemente (le differenze tra i due passi sono le stesse del passo intero).

MEZZO PASSO “MODERNO”

Passeggio tipico di Fiore dei Liberi, la cui opera, la più antica fonte italiana, è datata intorno al 1409.

  • avanti: il piede avanzato si porta in avanti, come se eseguisse un breve (mezzo!) affondo, e quello retrocesso si riposiziona tornando nella guardia di partenza.
  • indietro: analogo al precedente ma è il piede arretrato a muoversi per primo all’indietro seguito da quello avanzato. Secondo alcuni autori il decresser descritto da Fiore sarebbe più una riunita (vedi sopra), probabilmente per non cedere troppo terreno all’avversario.
  • obliquo e incrociato: come nel mezzo passo antico ma è il primo movimento ad essere laterale.

AFFONDO

si porta avanti (ma esiste anche nelle varianti obliqua e incrociata) il piede avanzato la cui gamba si piega, mantenendo fermo quello arretrato la cui gamba si distende.

L’utilizzo dell’affondo, che comincia a comparire solamente quando il tipo di armeggio predilige l’utilizzo di punte ed evita il gioco stretto (la lotta) influirà drasticamente sulla posizione della guardia: nel Flos Duellatorum e nella trattatistica antecedente (quella tedesca alla quale Fiore fa esplicito riferimento, in particolare agli autori Talhoffer e Liechtenauer) la posizione di guardia prevede il tallone del piede arretrato leggermente sollevato per consentire una buona spinta con la gamba posteriore; successivamente alla sua introduzione, presente già nel Vadi (seconda metà del ‘400), il piede della gamba arretrata deve stare ben piantato e laterale rispetto alla direzione di avanzamento.

LARGO PASSO o PASSO SFORZATO o GRAN PASSO

sia avanti che obliquo che incrociato consiste in un passo intero che si trasforma in un affondo: poco prima di appoggiare il piede che da retrocesso si porta avanti la gamba posteriore si distende consentendo un notevole allungo. È il passo che consente, con un solo movimento, di coprire la distanza più lunga e da qui deriva il suo nome.

SALTO

questo movimento viene eseguito sempre all’indietro (in avanti compare solo come movimento di avvicinamento nelle fasi iniziali dello scontro per portarsi in misura, mentre sarebbe troppo pericoloso in ogni altra evenienza) consiste nel portare il peso sul piede retrocesso, darsi con questo la spinta, atterrare con quello avanzato per andare a riposizionare il piede retrocesso in posizione arretrata.

SEGUITO o MEZZO PASSO CIRCOLARE

il piede retrocesso ruota solitamente di un quarto di cerchio (ma volendo anche di più) modificando la linea di avanzamento. Questo passo è spesso usato per riallinearsi rispetto all’avversario in seguito ad un passo obliquo.

VOLTE o VOLTEGGIARE

movimenti circolari, spesso usati nel corpo a corpo del gioco stretto per rendere efficace una leva o una torsione al braccio avversario. In ordine crescente di lentezza nell’eseguirla (ma anche di forza di inerzia sviluppata) ci sono la:

  • volta stabile: è una rapida inversione di fronte ruotando sulla punta (o anche tallone, a mio parere) dei piedi. Può anche essere eseguita mantendo i piedi fermi mentre ruotano il busto e le braccia, assumendo la posizione tipica di alcune poste di spada e delle ultime 3 poste di lancia codificate da Fiore
  • mezza volta: il cambio del fronte avviene durante un passo in avanti, o indietro, ruotando i piedi a fine del movimento. In pratica si esegue una volta stabile al termine di un passo
  • tutta volta: una gamba rimane ferma mentre l’altra ruota con il resto del corpo, con un ampio movimento anche, volendo, oltre 180°.

ACRESSER, DECRESSER, PASSARE, TORNARE

Per Fiore questi termini (basandomi sull’intepretazione di Malipiero nello studio del “Getty”), individuano rispettivamente un movimento generico in avanti (acresser), all’indietro (decresser), laterale (passare e passata)  e circolare (“tornare” in italiano arcaico viene usato per “voltare”, “rivolgere”). Sembrerebbero quindi solo indicare la direzione di spostamento senza discriminare tra passi interi e mezzi passi, usati, a mio avviso, di volta in volta sulla base della distanza da percorrere e della rapidità richiesta.

Successivamente, nel Cinquecento, i Maestri della Scuola Bolognese riprendono in parte questa nomenclatura, ma il significato subisce alcune variazioni. I termini corrisponderebbero rispettivamente al mezzo passo avanti (accrescimento), mezzo passo indietro, passo intero avanti (il piede retrocesso “passa” in avanti), passo intero indietro. Per il passo intero obliquo viene usato il termine “passare di traverso”.

Per ora è tutto. A breve ci piacerebbe, se possibile, aggiungere qualche foto o immagine esemplificativa per meglio mostrare la nostra interpretazione di questi  elementi del passeggio.

Ecco il video della nostra interpretazione: