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SdA v2.0 – A new beginning

[English version below]

Come anticipato sulla pagina Facebook, questo è un periodo di transizione. Vorremmo, dunque, comunicare la decisione degli Istruttori Serraglio Fabio e Malagutti Federico di uscire dall’Associazione per intraprendere un percorso autonomo.

Da tempo all’interno del gruppo Istruttori si parlava di una sorta di “La Sala delle Armi v2.0”, perché é naturale che gli interessi mutino e si debbano mediare le varie esigenze. Credendo nel nostro motto “Per varia ad unicum” (“attraverso la varietà verso un obiettivo unitario”) e nella pluralità anche interna al gruppo, abbiamo sempre lasciato completa libertà nelle scelte metodologiche dei vari corsi. Pensiamo che la frammentazione porti (e, forse, porterà effettivamente) ad un impoverimento collettivo, ma non possiamo che accettare le dimissioni.

Facendo tesoro della strada percorsa insieme, continueremo ad allenarci con la voglia di sempre. Quindi nessuna paura: i corsi e i vari progetti che stiamo portando avanti non subiranno dei grossi cambiamenti.

Che possa essere un nuovo inizio!

Alessandro Gallo, Davide Gallo, Jacopo Penso

 

[ENG]
As announced on the Facebook page, this is a transitional period. So, we would communicate the decision of the Instructors Serraglio Fabio and Malagutti Federico to leave the Association in order to take an independent path.

From time, within the instructors group there were talks of a kind of “La Sala delle Armi V2.0”, because it’s natural that interests can mutate and the various needs should be mediated. Believing in our motto “Per varia ad unicum” (“through the variety towards a unitary purpose”) and in plurality also within the club, we always left full freedom in choosing teaching methods for every class. We think that the fragmentation leads (and, perhaps, it will lead actually) to a collective impoverishment, but we can only accept the resignations.

Treasuring the road traveled together, we’ll continue to train with our usual will. So, no fear: the classes and the various projects we are pursuing won’t undergo major changes.

Let it be a new beginning!

Alessandro Gallo, Davide Gallo, Jacopo Penso

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La pazienza é la virtù di chi vuole imparare…

…ovvero i vaneggiamenti di un vecchio pazzo.

Ciao sono Dave. Impugno una spada da 10 anni e da 5 anni insegno HEMA, scio e surfo da 25, suono la chitarra da 16 anni, fotografo e dipingo da molto tempo,ho fatto pallavolo per 10 anni, mi diletto con i giochi di prestigio da qualche mese e ultimamente mi sono buttato in un corso di swing. Cioè praticamente facendo i calcoli sono vecchio decrepito…

Lungi da me dire di essere bravo in tutto, ci vorrebbero un paio di vite per raggiungere un livello alto e non dovrei perdere tempo a lavorare… Però raggiungere un buon 7 e 1/2 – 8 è fattibile, ci vogliono solo metodo e costanza.

Quando mi approccio ad un nuovo assolo particolarmente difficile o ad una nuova tecnica schermistica faccio un profondo respiro e inizio la mia routine:

1- divido ed isolo le varie componenti di ciò che devo imparare (un paio di colpi di un fraseggio schermistico oppure la prima battuta di uno spartito)

2- a bassissima velocità ne capisco la meccanica

3- inizio con ripetizioni ben scandite dell’esercizio (metronomo al 50% dei bpm, che due palle!)

4- proseguo sempre a bassa velocità cercando di rendere più fluida, armoniosa e morbida la transizione tra un movimento e l’altro (o tra le note di un assolo)

5- una volta che il giusto flow è stato raggiunto incremento in modo costante la velocità (su guitar pro c’è la fantastica possibilità di mettere in loop e far aumentare il metronomo del 10% ad ogni ripetizione, se solo lo si potesse fare anche a scherma…). A questo punto i muscoli dovrebbero già aver iniziato a sviluppare un po’ di memoria dell’esercizio

6- ripeto i punti da 1 a 5 con la battuta successiva o la successiva concatenazione nella frase schermistica

7- una volta che tutti i pezzi sono stati metabolizzati è ora di mettere insieme il puzzle!

Bene, se già ci avete messo 10 minuti a leggere tutta sta solfa ora provate a trasporre tutto questo tempo nella pratica. È logico che un assolo dei SymphonyX lo imparerò in 1 mese (se va bene) mentre Michael Romeo se lo inventa in 1 ora, come è logico che una stucke del Meyer la studierò in 3-4 serate diverse mentre Meyer se l’è pensata mentre era seduto sul cesso… L’importante non é il tempo ma l’approccio mentale al problema.

È questo stesso approccio che provo ad utilizzare sia quando imparo qualcosa sia quando cerco di insegnarla. Ed è questo mio personalissimo metodo e visione (in linea di massima condivisi anche dai miei colleghi istruttori nella SdA) che cerco di trasmettere ai miei “allievi/iscritti/quello-che-cavolo-siete”.

Alcuni consigli spiccioli che scrivo mentre sono in treno ed intanto penso ai nostri allenamenti:

– Take your time: la nostra vita (o almeno quella della maggior parte di noi) è frenetica di suo e carica di nervosismo. Tramite le nostre passioni abbiamo la possibilità di scaricare la tensione, non facciamo quindi diventare queste stesse passioni motivo di ulteriore nervosismo. Se una cosa non viene perché non abbiamo ancora imparato a farla nel modo corretto non ha senso correre, incazzarsi perché non viene e mollare tutto. Molto spesso si ha molta più soddisfazione a sentire uscire le note dalla chitarra con un buon tapping a metà velocità, sentendo tutti gli hammer-on e pull-off, piuttosto che sentire la stessa melodia con note incespicate e mancanti ma a velocità elevata

– Ripetere ciò che è corretto: la ripetizione è la chiave del problema. Però, così come ripetere un movimento corretto porta alla perfezione, ripetere un movimento sbagliato porta all’autodistruzione! Pensiamo ad un passeggio e postura errati: a lungo andare, oltre a non far venire bene le tecniche, questo può portare a gravi problemi muscolo-articolari, fino all’amputazione dell’arto (no vabbè era solo per fare del terrorismo psicologico). Quando ripetiamo un esercizio cerchiamo quindi di capire (con il buon senso o la guida di un istruttore) se il movimento è corretto prima di procedere alla sua reiterazione

– Ripetere, ripetere, ripetere: … ho già detto ripetere? La memoria muscolare è un’invenzione fantastica! Chi ci ha progettato l’ha fatto davvero bene! La memoria muscolare è quella che ti permette di abbassare tutto un assolo di 1 tono senza dover impazzire, e questo perché le tue dita sanno già dove andare (ieri ho dovuto ristudiarmi tutta una mia canzone un tono più bassa) o che ti fa reagire nel modo corretto ad un oberhaw del tuo avversario. Ma la memoria muscolare deve essere allenata. Nuovi circuiti neuro-muscolari devono formarsi e devono essere mantenuti attivi, altrimenti verranno soppiantati da nuove mappe. Il nostro cervello ha un numero limitato di bytes e dopo un po’ inizia a cancellare tutto ciò che viene reputato come vetusto o poco usato. Quindi continuate a ripetere alla nausea gli esercizi utili ed i movimenti corretti

– Sfruttare al massimo il tempo a disposizione: purtroppo nessuno campa d’aria (ah no! I respirariani sì, beati loro) quindi siamo costretti ad investire -per non dire perdere- gran parte del nostro tempo studiando prima e lavorando poi. Quelle poche ore a nostra disposizione durante il pomeriggio o la serata devono essere sfruttate. Non per chiacchierare. Ti voglio tanto bene, ma se durante la ripetizione di un esercizio o durante una serata in sala prove mi racconti di come il tuo gattino ha salvato una povera vecchietta da un palazzo in fiamme stai perdendo il tuo tempo, ma soprattutto lo stai facendo perdere a me! E magari sto pure pagando per imparare/perfezionare qualcosa in quel momento. Quindi sfruttate al massimo le poche ore che avete nella giornata per dedicarvi alle vostre passioni. Tempo dopo potreste trovarvi a dire “se solo avessi passato 5 anni a fare le cose con un certo ritmo invece che cazzeggiare”…

Il mio focus, come schermidore in primis e come istruttore poi, è imparare ad eseguire correttamente ed efficacemente ciò che studio sui trattati. E poi cercare di passare questa mia passione e le nozioni ad essa correlate nel miglior modo possibile.

Tutte le volte che vedo un po’ di farina del mio sacco in un’altra persona so di aver raggiunto il mio scopo e sono felice. Ho insegnato snowboard ad un sacco di amici (compreso il mio fratellozzo Alex) e ora posso godermi dei fantastici fuori pista insieme a loro; ho incentivato persone e lavorato insieme a loro nella realizzazione di progetti musicali (compreso Alex, oh ma sei peggio del prezzemolo!). Adesso quello che voglio è fare lo stesso con la scherma, insegnare a delle persone che potranno essere degli ottimi sparring partner/coach/compagni di squadra durante il prossimo scontro.

Spero che il mio lavoro nella Sala delle Armi sia, e rimarrà, di buon-alto livello e spero che queste elucubrazioni delle 6.30 del mattino possano dare coraggio a chi è alle prime armi e possano essere terreno fertile di discussione con chi è già più avanti nel percorso e presto potrà affiancarmi.

E ora spero di tornare presto a casa che ho bisogno di un paio d’ore per studiarmi l’ultima canzone dei SymphonyX… Quella sì che spacca \m/
Stay heavy and keep training

Dave

La Scuola Bolognese: concetti base e principi

Spada da lato secondo la tradizione rinascimentale Bolognese

Il presente articolo intende illustrare i concetti espressi nel video linkato qui di seguito; dove nella splendida cornice offerta dal Castello di Racconigi, mostriamo la nostra interpretazione delle basi relative alla tradizione schermistica rinascimentale della Scuola Bolognese. La traduzione in italiano delle parti testuali vuole garantire una maggiore fruibilità e accessibilità a questi materiali.

Introduzione

In questo video vengono analizzati alcuni concetti e principi fondamentali nella tradizione schermistica della Scuola Bolognese.

La fonte principale di tale studio è il trattato “Dell’Arte di Scrimia in Libri Tre” di G. dalle Agocchie, integrato con informazioni provenienti dagli insegnamenti dei Maestri A. Marozzo,  A. Manciolino e dall’Anonimo Bolognese.

Le basi mostrate in questo lavoro costituiscono un nucleo di partenza del sistema marziale proposto, che può successivamente essere arricchito e reso più articolato.


Inviti

La scuola bolognese è caratterizzata dal largo utilizzo di  del concetto di “invito”: ogni volta in cui lo schermidore assumerà una guardia coprirà attivamente un’apertura, ma al contempo ne lascerà intenzionalmente scoperta un’altra.

Sebbene questo possa sembrare pericoloso, offrire un invito permette di poter prevedere le mosse dell’avversario, limitato nella scelta di dove poter attaccare, e quindi poter preparare una difesa efficace. Inserendo quindi un elemento di prevedibilità, si guadagna un vantaggio tattico sull’avversario.

Inviti in Porta di Ferro:

  • spada posizionata centrale: nessun invito e nessun apertura coperta L’avversario può colpire da entrambi i lati.
  • punta spostata a sinistra: invito a destra ma senza coprire l’apertura. L’avversario può ancora colpire da entrambi i lati.
  • invito corretto: invito a destra, la linea del mandritto risulta efficacemente coperta. L’avversario può colpire solo il lato destro lasciato scoperto.

Inviti in Coda Lunga:

  • spada posizionata centrale: nessun invito e nessun apertura scoperta L’avversario può colpire da entrambi i lati.
  • punta spostata a destra: invito a sinistra ma senza coprire l’apertura. L’avversario può ancora colpire da entrambi i lati.
  • invito corretto: invito a sinistra, la linea del roverso risulta efficacemente coperta. L’avversario può colpire solo il lato sinistro lasciato scoperto.

    Esemplificazione grafica del concetto di invito relativo alla Guardia Porta di Ferro. Evidenziata in rosso la spada nelle tre diverse posizioni riportate sopra, prendendo come riferimento la figura disegnata (centrare, punta spostata a sinistra, invito corretto).
Illustrazione del bersaglio lasciato scoperto (in rosso) o coperto (in blu) dalla guardia a seconda della posizione assunta con la spada.

Citazioni: “Coda lunga sarà, quando si tiene la spada fuori dalle parti dritte […] La guardia di coda lunga si divide in tre nature. La prima si fa co’l pie destro innanzi verso le vostre parti dritte, & che’l pugno della spada sia di fuori, & presso al ginocchio destro, & che la punta e la persona guardi il nimico: & è detta coda lunga stretta. […]” – Dalle Agocchie

“Ogni volta che havrete il pie dritto innanzi un passo, il quale non sia grande ne piccolo, ma proportionato, co’l pugno della spada di dentro, & appresso il ginocchio destro, & che la punta di essa insieme con la spalla dritta guardi il nimico, questa si chiamerà porta di ferro stretta […]” – Dalle Agocchie


Postura

La postura è un ampio argomento, del quale intendiamo approfondire solo l’aspetto riguardante la  rotazione delle anche e dei piedi che consentono di alternare l’allineamento del busto avvicinando all’avversario la parte destra o quella sinistra. Questo inoltre sembrerebbe essere in linea con quanto raffigurato nella trattatistica presa in esame.

guardie marozzo
Guardie raffigurate nel trattato “Opera Nuova” di Achille Marozzo. Si osservino la posizione dei piedi, delle anche e del busto, relativamente a quanto analizzato nella sezione relativa agli inviti e alla postura.

Citazioni: “Bisogna esser disciolto nella vita, & prestissimo di nodo di mano” – Dalle Agocchie

“ […] volgendo la persona dietro alle vostre parti destre […]” – dalle Agocchie

“ […] la persona debbe stare alquanto con le parti dritte, volte verso l’avversario […]” – dalle agocchie


Tempo

Prendiamo in considerazione la divisione del Tempo secondo il Maestro dalle Agocchie. La raccomandazione generale è quella di sfruttare il giusto tempo, agendo contro l’avversario sul suo movimento. Egli distingue in cinque nature il “Tempo da ferire” :

  • si può ferire subito dopo aver eseguito una parata;
  • o ferire dopo aver schivato un colpo;
  • si può agire in “controtempo”, ovvero ferendo in anticipo su un caricamento dell’avversario;
  • ancora si può ferire non appena l’avversario compie un cambio di guardia “senza giudicio” (quindi da troppo vicino o fatto senza una ragione valida);
  • infine si può ferire l’avversario mentre esegue un passo mantenendo ferma la propria guardia.

Inoltre vengono descritti tre modi di ferire con la spada:

  • 2 tempi: corrispondenti al parata e risposta, oppure battuta e risposta, ecc.
  • 1 tempo: parata e colpo assieme (cioè il “tempo insieme”).
  • ½ tempo: colpo mentre l’avversario attacca (cioè il colpo “in tempo”).

Citazioni: “Poiche mi date occasione di ragionare del tempo; vi dirò. Cinque modi sono da conoscere questo tempo da ferire. Il primo è, quando haverete parato il colpo del nimico, che all’hora è tempo da ferire. Il secondo, quando il colpo vi haverà trascorso fuori della persona, che quell’è tempo da seguirlo con la risposta piu convenevole. Il terzo, quando egli alzasse la spada per offendervi: mentre ch’egli alza la mano; quell’è il tempo di ferire. Il quarto, come egli si movesse senza senza giudicio d’una guardia per andare in un’altra; avanti ch’egli sia fermo in essa, all’hora è tempo di pffenderlo. Il quinto & ultimo, quando il nimico è fermo in guardia, & ch’egli alzasse, ò movesse il piede, che averà innanzi per mutarsi di passo, o per accostarsi; mentre ch’egli alzerà il piede, quello è tempo da ferirlo: perchè egli non può offendervi per esser discomodo.”  – Dalle Agocchie

Quando voi conoscete, che nel muovervi di passo, ò mutandovi di guardia: il nimico spingendo la spada vi potesse arrivare; voi vi potete movere all’indietro, ò girare intorno; volgendogli in quel tempo un tramazzone contra la sua spada. Potete ancora movervi il piè di dietro, ò vero nel movervi, urtare co’l falso, ò co’l fil dritto nella spada nimica, tirandogli di taglio, ò di punta, secondo l’occasione: perchè ciò facendo, verrete a movervi con giudicio, & senza pericolo.” – Dalle Agocchie

Lep. Dapoi che mi havete dichiarati i modi per li quali si può conoscere il tempo da ferire; vorrei che mi diceste ancora di quanti tempi con la spada si può ferire? Gio. Di due tempi, un tempo et mezzo tempo. I due tempi sono quelli, quando la spada para, e poi ferisce. Un tempo è quello quando si ferisce senza parare il colpo, ò vero quando si para, & ferisce in un’instante. Il mezzo & ultimo tempo è quello, quando si ferisce, mentre che’l nimico tira il colpo.” – Dalle Agocchie


Azioni di base

Presentiamo qui alcune delle più tipiche azioni difensive.

  • parate di filo falso
  • parate con mezza volta di pugno
  • parate in guardia di testa

Da notare come l’attacco sia sempre portato all’apertura lasciata scoperta dall’invito.


“Passeggiata nelle guardie”

Il maestro dalle Agocchie riporta una breve sequenza: una forma, nella quale vengono esercitati i passaggi da una guardia all’altra, sia avanzando che indietreggiando. Ogni colpo parte da una guardia e si ferma in un’altra.

Nella scuola bolognese le forme a vuoto rappresentano uno degli strumenti didattici più importanti nella formazione di uno spadaccino. Manciolino, Marozzo e dalle Agocchie ci lasciano numerosi Assalti o Abbattimenti da eseguirsi con tutte le armi della tradizione bolognese: Spada sola, spada e brocchiere, spada e daga, spada e targa, due spade ecc.

Manciolino, Marozzo e dalle Agocchie riportano numerosi Assalti o Abbattimenti da eseguirsi con tutte le armi della tradizione bolognese: Spada sola, spada e brocchiere, spada e daga, spada e targa, due spade ecc.

Oltre ad essere un eccellente strumento per apprendere e migliorare il gesto, consolidando gli schemi motori tipici dello stile, essi costituiscono anche un metodo per tramandare le informazioni da maestro ad allievo (analogalmente ai kata orientali). Questi possono essere eseguiti sia in solitario, sia in coppia, e contengono la maggior parte delle tecniche dello stile.

Esecuzione

Estrazione e taglio tondo.

Avanzando:

  • roverso → coda lunga e stretta
  • falso e mandritto → cinghiara porta di ferro
  • tramazzone → porta di ferro stretta
  • falso e roverso → coda lunga e alta
  • ridoppio → alicornio
  • imbroccata → porta di ferro stretta

Indietreggiando:

  • falso e roverso → coda lunga e alta
  • tramazzone → porta di ferro stretta
  • tramazzone → cinghiara porta di ferro
  • falso e roverso → coda lunga e stretta

Conclusione.


Andare e tornare da gioco

Nonostante il testo non lo specifichi, proponiamo qui una possibile applicazione della Passeggiata come esercizio per andare e tornare da gioco, ovvero i duei momenti che precedono e seguono l’azione schermistica vera e propria, come indicato nei numerosi assalti di spada e brocchiero di Manciolino e Marozzo.

Oltre a rendere l’assalto aggraziato ed esteticamente bello, l’andare a gioco passando di guardia in guardia e di colpo in colpo, ha anche una funzione tattico/strategica: mutando di continuo la guardia finale, e di conseguenza l’invito, l’avversario si troverà più in difficoltà nel capire dove potrà ferire in maniera sicura e da che cosa dovrà difendersi.

Il tornare da gioco consente di ritirarsi dall’azione in maniera sicura, prevenendo, con dei colpi di copertura, un’eventuale reazione dell’avversario.

Citazioni: Già deve essere palese per la lettura del predetto primo assalto, che qualunque di loro è diviso in tre parti. La prima ha il modo di andare a gioco. La seconda del giocare. La terza del ritornare da gioco, & come la seconda ha i colpi offensibili, così la prima & la terza gli ha voti e scherzevoli” – Manciolino

Ma prima che cominciamo dire del proponimento, isegneremo venire al gioco, acciò che non solamente gli buoni giocatori atti nell’offender & diffender si facciano. ;a etiamdio in dar bella forma alli loro colpi con soavi movimenti della persona trasposti.” – Manciolino


Gioco largo e stretto

Nel gioco largo, entrambi gli schermidori tendono a stare alla massima distanza possibile, spesso sciogliendo misura sull’avanzata dell’avversario. Si ha quindi la possibilità di di tirare tagli interi e posizionarsi in guardie larghe, caratterizzate da inviti molto ampi. In questa situazione entrambi gli schermidori tendono a mantenere un approccio cauto e conservativo, non entrando in una misura potenzialmente pericolosa.

Nel gioco stretto invece si riduce la misura, poiché uno dei due schermidori decide di non sciogliere misura, o di incalzare l’avversario. In questa situazione è bene limitarsi all’uso di guardie che mantengano la punta in linea, e usare principalmente colpi di punta e mezzi colpi.

Il termine “gioco stretto” non indica quindi in maniera specifica, come in autori medievali (si veda il “zogho stretto” di Fiore dei Liberi), un’azione di lotta eseguita a partire da uno scambio armato, bensì una generica azione di chiusura della misura e di conseguente azione efficace sull’avversario.

Citazioni: Dicho che il giuoco largo è, molto leggiadro, et fa uno bellissimo vedere, et a infiniti huomini li i agrada, et ie pare più bello , et più veçoso il giuoco largo, che non ie fa il stretto, et io vui dovete sapere, che questo vocabulo de dire giuco largo non dipende altro se non, che li colpi, tirati tutti interi ciuè che ‘l suo principio sia dalla testa per fino alli piedi tirato, et lasciar voltare la spada, overo fermarglia in una guardia larga […] et masimamente non vegnendo mai a stregnersi alla mezza spada con il suo nemico […]” – Anonimo Bolognese

“[…] il suggietto di questo vocabulo de dire giuoco stretto si forma con la spada in mano che trovandoti agiato in una guardia stretta; et tirando uno colpo non traschorerà l’altra guardia stretta, et così tegnere la spada con la punta che staga sempre drittamente alla mano della persona del nemico; et tirare mezzi colpi e non finiti […] – Anonimo Bolognese

 

Rubrica video schermistici #20: Roland Warzecha I.33 + combattimento canne

Benvenuti alla ventesima puntata di questa rubrica, in ritardo di un giorno a causa di un viaggio che mi ha tenuto lontano dalla città e dalla rete durante il weekend.

Vi propongo un video sull’armeggio di spada e boccoliere, spiegata da Roland Warzecha, uno dei fondatori degli Hammaborgh, grande esperto di questa disciplina che di recente ha fondato “Dimicator“, un nuovo gruppo di studio centrato sulle tecniche di spada e scudo e sul I.33

Il secondo video è invece un interessante incontro di canne, ovvero il bastone da passeggio che nell’800 assume anche una connotazione da arma di difesa personale (per chi volesse approfondire qui c’è un articolo sul bartitsu). Nel video ne potete osservare un’applicazione sportiva, con protezioni moderne (simili a quelle che usiamo anche noi). È una disciplina che non studiamo e che dista di qualche secolo dal nostro periodo di riferimento, ma che rientra per definizione all’interno dell’HEMA (Historical European Martial Arts) proprio per la sua componente storica. Come vedete il peso, decisamente minore consente un armeggio molto rapido… In compenso le nostre armi non si frantumano a fine combattimento 😉

Con questa puntata la rubrica si conclude. Abbiamo provato a dare qualche assaggio di cosa si può trovare in rete, in particolare su una piattaforma come youtube, di attinente alla scherma storica e di ben fatto. Sicuramente c’è molto altro, ma il messaggio che si può cogliere è che è possibile sfruttare questo canale per condividere informazioni, confrontarsi e imparare anche nel nostro settore. Vi ricordo che la Sala delle Armi ha il suo canale yt nel quale carichiamo periodicamente video didattici, riprese di combattimento e molto altro… Seguiteci!

http://www.youtube.com/user/lasaladellearmi

Rubrica video schermistici # 19: Azioni senza legame + duello petterson vs Chodkiewicz

Nuovo articolo della rubrica sui video schermistici. Scusate il ritardo, ma ieri siamo stati impegnati nel torneo Hema svoltosi a Serravalle Sesia.

Come video tecnico vi propongo, per l’ennesima volta, alcuni esercizi del gruppo di Bratislava (lo so… ma sono troppo bravi :D). Si tratta di azioni eseguite senza cercare il legame con la spada avversaria, ma facendo una finta per far spastare la lama avversaria ed entrare nell’apertura opposta. Da notare che questi ragazzi tirano sempre senza guanti, e mi chiedo come facciano ad avere ancora tutte le dita! (io ieri sono riuscito a “guadagnarmi 5 punti di sutura sull’anulare! XD)

Come secondo video, vi propongo un incontro tra Axel Petterson e Jan Chodkiewicz, due grandi campioni…

Rubrica video schermistici #18: i diversi aspetti della SCHERMA

Eccoci tornati dalle vacanze pasquali, magari un po’ appesantiti dai vari pranzetti!

Quale modo migliore di smaltire se non facendo un po’ di sana scherma? Ma esattamente quale tipo di scherma?

Perchè questo termine sta ormai prendendo connotazioni molto disparate! In questa rubrica, un po’ anomala lo ammetto, vorrei prendere in considerazione almeno 4 approcci diversi.
Non è mia volontà criticare o elogiare nessuna delle tipologie, ognuno è liberissimo di apprezzare uno stile di combattimento piuttosto che un altro. Sicuramente tutti hanno radici comuni!

Ma veniamo alla classificazione (quella che al momento io conosco, chissà che non esistano altre sfaccettature!):

–SCHERMA SPORTIVA–

Tutti quanti la conosciamo. Abbiamo imparato ad amarla con i successi olimpici dei campioni nostrani, la Vezzali, Montano etc etc…
Le differenze con la scherma storica sono molte, a partire dalle armi utilizzate, dal modo di impugnarle e maneggiarle, dal fatto che il passeggio adottato sia prevalentemente “in linea” retta. Ultimo ma non per importanza il sistema di conteggio del punteggio, che privileggia sicuramente il punto piuttosto che il “portare a casa la pelle”. Il duello sportivo trova sicuramente un antenato nella scherma seicentesca seppure se ne discosti nello studio dell’Arte in sè.

–HEMA–

Ovvero Historical European Martial Arts. Un approccio che è una via di mezza tra Scherma storica in senso stretto e la scherma sportiva. E’ l’approccio che la Sala delle Armi sta adottando ormai da un annetto. Le protezioni utilizzate sono a tutti gli effetti proveniente dalla scherma sportiva (vedi maschera a rete da 1600 newton, guanti o corpetti) o da sport da contatto (quali hockey o lacrosse), al contrario le armi sono quelle più o meno storicamente attendibili. Quello che differenzia molto dalla scherma sportiva è l’approccio allo studio dell’Arte, uno studio basato su tecniche descritte in manuali dal XIII al XVII secolo. Il tutto confluisce in tornei con un sistema di punteggio preso in parte dalla scherma sportiva e modificato ad hoc. E’ sicuramente una tipologia di combattimento, come anche la comunità che lo pratica, che si sta evolvendo nel corso degli ultimi anni! (nota: e noi siamo fieri di farne parte!)

–SCA–

L’acronima sta per Società per l’Anacronismo Ricreativo. Anche qui le basi si fondano sullo studio dei trattati, ai quali si affianca uno studio più o meno corretto del vestiario e dello stile di vita. Molto spesso infatti si possono vedere delle  masse  guerrieri che si danno battaglia a contato pieno. Sicuramente lo spettacolo è garantito, a volte vengono messe in scena delle vere e proprie mischie piuttosto che il duello a singolar tenzone. Attenzione: è vero che le protezioni sono resistenti, ma le mazzate sono tante 😀

–LARP–

Molti di voi lo conoscono come “gioco di ruolo dal vivo”… Anche qui lo spettacolo e il divertimento individuale sono garantiti! Chi non sorriderebbe a vedere degli orchetti affontare dei guerrieri barbari?!? Le basi di questa tipologia di combattimento a volte si fondano sullo studio individuale di trattati e/o sulla conoscenza pregressa… Tuttavia qui il pericolo di farsi male è davvero minimo dato che le armi e le armature utilizzati sono spesso di materiale plastico o morbido.

Che dire quidni? Non vi resta che scegliere il vostro approccio e provare! La scherma è uno sport fantastico e ricco di emozioni!

Dave

Rubrica video schermistici #17: spada e brocchiero di Andre Lignitzer + stage combat AMEK

Il primo video di oggi riguarda le tecniche di spada e brocchiero (o boccoliere) codificate da Andre Lignitzer (o Liegniczer), interpretate dai MEMAG. Di questo maestro ci sono giunte poche notizie: probabilmente Tedesco (di Legnica, attualmente in Polonia), visse tra il XIV e il XV secolo, insieme al fratello Jacob (anche lui maestro) fu inserito nella Società di Liechtenauer. Nel codice Döbringer troviamo menzionato Andres Juden (Andrea l’ebreo), ma non ci sono altre prove che si tratti di lui. Gli insegnamenti del Lignitzer sono sotto forma di corti brani, raccolti in alcuni famosi fechtbuch, come quelli di Sigmund Ringeck e Peter Von Danzig.

Per la parte di spada e brocchiero, ci sono giunte 6 sequenze. Dal punto di vista strategico, risulta centrale la necessità dell’agente di portare un paio di colpi (molto spesso troviamo un Winden) per accorciare la misura ed eseguire un colpo di scudo (quasi sempre verso l’alto) che immobilizzi le mani avversarie e scopra il bersaglio. Nell’ultimo gioco, invece, il paziente parte da una presa di mezza spada per sottrarre lo scudo avversario ed utilizzarlo come arma contundente!

Gli ultimi due giochi li trovate spiegati anche nella nostra dimostrazione (minuto 5:40).

Per lo studio, vi consiglio traduzione e glossario realizzati dai Septem Custodie.

 

Al di là dello studio e della ricostruzione delle tecniche, è bello vedere che è anche possibile strutturare dei combattimenti coreografici che non compromettano l’efficacia schermistica. La quasi totalità dei combattimeni preparati dimostrano una grossa lacuna tecnica, ma se vogliamo gustare qualcosa di ben fatto possiamo, come spesso accade, uscire dall’Italia. Questi “vichingoni” AMEK (che in realtà sono Olandesi), oltre a studiare HEMA, organizzano degli “stage combat” in pubblico, molto coinvolgenti… Buon divertimento! 😉

Rubrica video schermistici #16: twirch ringen (proiezioni) + tecniche di lotta storiche e moderne

Ben trovati ad una nuova puntata della rubrica che propone settimanalmente video in rete sull’ambito schermistico/marziale.

La prima proposta (a carattere più schermistico) di oggi è questa interpretazione di tecniche di lotta, in particolare di alcune proiezioni a terra e relative contrarie, estratte dal Codex Wallerstein, un trattato di scherma tedesca risalente al XV secolo (è diviso in tre parti, datate diversamente) che si discosta dalla tradizione di Liechtenauer. Apprezzabile nel video la proposta dell’interpretazione dopo aver mostrato la tecnica illustrata sulla fonte, che da un lato aumenta l’impatto a livello didattico e dall’altro mostra una serietà di metodo e di studio. Come sempre un complimento ai Memag per il loro lavoro.

Il secondo video è una raccolta di analogie tra le tecniche di combattimento (in particolare quelle di lotta e difesa da attacchi con daga) medievali e rinascimentali e le moderne tecniche di difesa e combattimento militare: vedrete sostanzialmente gli stessi disarmi, leve, chiavi articolari, sbilanciamenti, proiezioni. Già nella nostra esperienza avevamo notato interessanti parallelismi tra alcune tecniche di Fiore e alcune di autodifesa insegnate in discipline come il krav maga. Come spesso abbiamo sostenuto, le arti marziali, in generale le discipline di combattimento, viaggiano su continuum temporali e geografici, ma la costante è sempre la stessa, ovvero il corpo e la mente umani.

Rubrica video schermistici #15: Spadino + I Duellanti

Salve a tutti, e benvenuti ad una nuova puntata.

Oggi, come video tecnico, vi propongo un assalto di spadino. Quest’arma, diretta discendente della spada da lato a  striscia (rapier) , si sviluppa verso la fine del 1600. In questo periodo infatti, la striscia comincia a perdere il suo predominio (continuerà ancora per circa un secolo in Spagna) come arma da “fianco”, in quanto ritenuta troppo vistosa e ingombrante. E’ qui che nasce lo spadino, versione accorciata e alleggerita della striscia, più elegante e raffinato, adatto alle corti nobiliari di tutta Europa. A livello tecnico, la scherma risulta molto pulita, quasi “educata”, si è ormai perso il lavoro di passeggio circolare, l’uso della mano non armata (secondo alcuni regolamenti da duello, era assolutamente vietato l’uso della mano non armata, pena la perdita del duello) , e i colpi di taglio. Nonostante questo tipo di scherma sia molto diversa da quella che pratichiamo noi in palestra, trovo estremamente interessante il lavoro sul legamento, comune invece a molti stili schermistici precedenti (I.33, scuola tedesca, ecc.) e successivi: siamo infatti di fronte alla più prossima antenata della scherma moderna.

Come secondo video, per restare in tema, vi propongo il prologo dell film di Ridley Scott “I Duellanti”, film assolutamente stupendo dal punto di vista scenografico, costumistico e schermistico (un must per tutti gli appassionati di scherma! 😉 ).

Rubrica video schermistici #14: Axel Pettersson German longsword + Review spade nylon

Questo video è hostato dall’ormai noto Illka Hartikainen! Si tratta di un seminario sulla scuola tedesca tenuto da Axel Pettersson. Per chi non lo conoscesse, questo individuo fa parte della Scuola Storica di Gothenburg e ha collaborato con la SPES alla realizzazione di un “gambeson” sportivo per l’HEMA. Nel seminario (in lingua inglese……..) si possono notare gli insegnamenti dei maestri tedeschi, a partire dalle aperture, al maneggio della spada, al passeggio arrivando infine alla spiegazione di alcune tecniche.

Qui di seguito trovate invece due video-recensioni di spade di nylon utilizzate ormai da svariati gruppi HEMA-oriented. Entrambe le tipologie costruttive sembrano ottime per la pratica schermistica a contatto pieno. Per chi fosse interessato questo è il sito su cui comprarle.