Archivi categoria: HEMA – Scherma Storica

Studio e applicazione delle Arti Marziali Storiche Europee.

La pazienza é la virtù di chi vuole imparare…

…ovvero i vaneggiamenti di un vecchio pazzo.

Ciao sono Dave. Impugno una spada da 10 anni e da 5 anni insegno HEMA, scio e surfo da 25, suono la chitarra da 16 anni, fotografo e dipingo da molto tempo,ho fatto pallavolo per 10 anni, mi diletto con i giochi di prestigio da qualche mese e ultimamente mi sono buttato in un corso di swing. Cioè praticamente facendo i calcoli sono vecchio decrepito…

Lungi da me dire di essere bravo in tutto, ci vorrebbero un paio di vite per raggiungere un livello alto e non dovrei perdere tempo a lavorare… Però raggiungere un buon 7 e 1/2 – 8 è fattibile, ci vogliono solo metodo e costanza.

Quando mi approccio ad un nuovo assolo particolarmente difficile o ad una nuova tecnica schermistica faccio un profondo respiro e inizio la mia routine:

1- divido ed isolo le varie componenti di ciò che devo imparare (un paio di colpi di un fraseggio schermistico oppure la prima battuta di uno spartito)

2- a bassissima velocità ne capisco la meccanica

3- inizio con ripetizioni ben scandite dell’esercizio (metronomo al 50% dei bpm, che due palle!)

4- proseguo sempre a bassa velocità cercando di rendere più fluida, armoniosa e morbida la transizione tra un movimento e l’altro (o tra le note di un assolo)

5- una volta che il giusto flow è stato raggiunto incremento in modo costante la velocità (su guitar pro c’è la fantastica possibilità di mettere in loop e far aumentare il metronomo del 10% ad ogni ripetizione, se solo lo si potesse fare anche a scherma…). A questo punto i muscoli dovrebbero già aver iniziato a sviluppare un po’ di memoria dell’esercizio

6- ripeto i punti da 1 a 5 con la battuta successiva o la successiva concatenazione nella frase schermistica

7- una volta che tutti i pezzi sono stati metabolizzati è ora di mettere insieme il puzzle!

Bene, se già ci avete messo 10 minuti a leggere tutta sta solfa ora provate a trasporre tutto questo tempo nella pratica. È logico che un assolo dei SymphonyX lo imparerò in 1 mese (se va bene) mentre Michael Romeo se lo inventa in 1 ora, come è logico che una stucke del Meyer la studierò in 3-4 serate diverse mentre Meyer se l’è pensata mentre era seduto sul cesso… L’importante non é il tempo ma l’approccio mentale al problema.

È questo stesso approccio che provo ad utilizzare sia quando imparo qualcosa sia quando cerco di insegnarla. Ed è questo mio personalissimo metodo e visione (in linea di massima condivisi anche dai miei colleghi istruttori nella SdA) che cerco di trasmettere ai miei “allievi/iscritti/quello-che-cavolo-siete”.

Alcuni consigli spiccioli che scrivo mentre sono in treno ed intanto penso ai nostri allenamenti:

– Take your time: la nostra vita (o almeno quella della maggior parte di noi) è frenetica di suo e carica di nervosismo. Tramite le nostre passioni abbiamo la possibilità di scaricare la tensione, non facciamo quindi diventare queste stesse passioni motivo di ulteriore nervosismo. Se una cosa non viene perché non abbiamo ancora imparato a farla nel modo corretto non ha senso correre, incazzarsi perché non viene e mollare tutto. Molto spesso si ha molta più soddisfazione a sentire uscire le note dalla chitarra con un buon tapping a metà velocità, sentendo tutti gli hammer-on e pull-off, piuttosto che sentire la stessa melodia con note incespicate e mancanti ma a velocità elevata

– Ripetere ciò che è corretto: la ripetizione è la chiave del problema. Però, così come ripetere un movimento corretto porta alla perfezione, ripetere un movimento sbagliato porta all’autodistruzione! Pensiamo ad un passeggio e postura errati: a lungo andare, oltre a non far venire bene le tecniche, questo può portare a gravi problemi muscolo-articolari, fino all’amputazione dell’arto (no vabbè era solo per fare del terrorismo psicologico). Quando ripetiamo un esercizio cerchiamo quindi di capire (con il buon senso o la guida di un istruttore) se il movimento è corretto prima di procedere alla sua reiterazione

– Ripetere, ripetere, ripetere: … ho già detto ripetere? La memoria muscolare è un’invenzione fantastica! Chi ci ha progettato l’ha fatto davvero bene! La memoria muscolare è quella che ti permette di abbassare tutto un assolo di 1 tono senza dover impazzire, e questo perché le tue dita sanno già dove andare (ieri ho dovuto ristudiarmi tutta una mia canzone un tono più bassa) o che ti fa reagire nel modo corretto ad un oberhaw del tuo avversario. Ma la memoria muscolare deve essere allenata. Nuovi circuiti neuro-muscolari devono formarsi e devono essere mantenuti attivi, altrimenti verranno soppiantati da nuove mappe. Il nostro cervello ha un numero limitato di bytes e dopo un po’ inizia a cancellare tutto ciò che viene reputato come vetusto o poco usato. Quindi continuate a ripetere alla nausea gli esercizi utili ed i movimenti corretti

– Sfruttare al massimo il tempo a disposizione: purtroppo nessuno campa d’aria (ah no! I respirariani sì, beati loro) quindi siamo costretti ad investire -per non dire perdere- gran parte del nostro tempo studiando prima e lavorando poi. Quelle poche ore a nostra disposizione durante il pomeriggio o la serata devono essere sfruttate. Non per chiacchierare. Ti voglio tanto bene, ma se durante la ripetizione di un esercizio o durante una serata in sala prove mi racconti di come il tuo gattino ha salvato una povera vecchietta da un palazzo in fiamme stai perdendo il tuo tempo, ma soprattutto lo stai facendo perdere a me! E magari sto pure pagando per imparare/perfezionare qualcosa in quel momento. Quindi sfruttate al massimo le poche ore che avete nella giornata per dedicarvi alle vostre passioni. Tempo dopo potreste trovarvi a dire “se solo avessi passato 5 anni a fare le cose con un certo ritmo invece che cazzeggiare”…

Il mio focus, come schermidore in primis e come istruttore poi, è imparare ad eseguire correttamente ed efficacemente ciò che studio sui trattati. E poi cercare di passare questa mia passione e le nozioni ad essa correlate nel miglior modo possibile.

Tutte le volte che vedo un po’ di farina del mio sacco in un’altra persona so di aver raggiunto il mio scopo e sono felice. Ho insegnato snowboard ad un sacco di amici (compreso il mio fratellozzo Alex) e ora posso godermi dei fantastici fuori pista insieme a loro; ho incentivato persone e lavorato insieme a loro nella realizzazione di progetti musicali (compreso Alex, oh ma sei peggio del prezzemolo!). Adesso quello che voglio è fare lo stesso con la scherma, insegnare a delle persone che potranno essere degli ottimi sparring partner/coach/compagni di squadra durante il prossimo scontro.

Spero che il mio lavoro nella Sala delle Armi sia, e rimarrà, di buon-alto livello e spero che queste elucubrazioni delle 6.30 del mattino possano dare coraggio a chi è alle prime armi e possano essere terreno fertile di discussione con chi è già più avanti nel percorso e presto potrà affiancarmi.

E ora spero di tornare presto a casa che ho bisogno di un paio d’ore per studiarmi l’ultima canzone dei SymphonyX… Quella sì che spacca \m/
Stay heavy and keep training

Dave

La Scuola Bolognese: concetti base e principi

Spada da lato secondo la tradizione rinascimentale Bolognese

Il presente articolo intende illustrare i concetti espressi nel video linkato qui di seguito; dove nella splendida cornice offerta dal Castello di Racconigi, mostriamo la nostra interpretazione delle basi relative alla tradizione schermistica rinascimentale della Scuola Bolognese. La traduzione in italiano delle parti testuali vuole garantire una maggiore fruibilità e accessibilità a questi materiali.

Introduzione

In questo video vengono analizzati alcuni concetti e principi fondamentali nella tradizione schermistica della Scuola Bolognese.

La fonte principale di tale studio è il trattato “Dell’Arte di Scrimia in Libri Tre” di G. dalle Agocchie, integrato con informazioni provenienti dagli insegnamenti dei Maestri A. Marozzo,  A. Manciolino e dall’Anonimo Bolognese.

Le basi mostrate in questo lavoro costituiscono un nucleo di partenza del sistema marziale proposto, che può successivamente essere arricchito e reso più articolato.


Inviti

La scuola bolognese è caratterizzata dal largo utilizzo di  del concetto di “invito”: ogni volta in cui lo schermidore assumerà una guardia coprirà attivamente un’apertura, ma al contempo ne lascerà intenzionalmente scoperta un’altra.

Sebbene questo possa sembrare pericoloso, offrire un invito permette di poter prevedere le mosse dell’avversario, limitato nella scelta di dove poter attaccare, e quindi poter preparare una difesa efficace. Inserendo quindi un elemento di prevedibilità, si guadagna un vantaggio tattico sull’avversario.

Inviti in Porta di Ferro:

  • spada posizionata centrale: nessun invito e nessun apertura coperta L’avversario può colpire da entrambi i lati.
  • punta spostata a sinistra: invito a destra ma senza coprire l’apertura. L’avversario può ancora colpire da entrambi i lati.
  • invito corretto: invito a destra, la linea del mandritto risulta efficacemente coperta. L’avversario può colpire solo il lato destro lasciato scoperto.

Inviti in Coda Lunga:

  • spada posizionata centrale: nessun invito e nessun apertura scoperta L’avversario può colpire da entrambi i lati.
  • punta spostata a destra: invito a sinistra ma senza coprire l’apertura. L’avversario può ancora colpire da entrambi i lati.
  • invito corretto: invito a sinistra, la linea del roverso risulta efficacemente coperta. L’avversario può colpire solo il lato sinistro lasciato scoperto.

    Esemplificazione grafica del concetto di invito relativo alla Guardia Porta di Ferro. Evidenziata in rosso la spada nelle tre diverse posizioni riportate sopra, prendendo come riferimento la figura disegnata (centrare, punta spostata a sinistra, invito corretto).
Illustrazione del bersaglio lasciato scoperto (in rosso) o coperto (in blu) dalla guardia a seconda della posizione assunta con la spada.

Citazioni: “Coda lunga sarà, quando si tiene la spada fuori dalle parti dritte […] La guardia di coda lunga si divide in tre nature. La prima si fa co’l pie destro innanzi verso le vostre parti dritte, & che’l pugno della spada sia di fuori, & presso al ginocchio destro, & che la punta e la persona guardi il nimico: & è detta coda lunga stretta. […]” – Dalle Agocchie

“Ogni volta che havrete il pie dritto innanzi un passo, il quale non sia grande ne piccolo, ma proportionato, co’l pugno della spada di dentro, & appresso il ginocchio destro, & che la punta di essa insieme con la spalla dritta guardi il nimico, questa si chiamerà porta di ferro stretta […]” – Dalle Agocchie


Postura

La postura è un ampio argomento, del quale intendiamo approfondire solo l’aspetto riguardante la  rotazione delle anche e dei piedi che consentono di alternare l’allineamento del busto avvicinando all’avversario la parte destra o quella sinistra. Questo inoltre sembrerebbe essere in linea con quanto raffigurato nella trattatistica presa in esame.

guardie marozzo
Guardie raffigurate nel trattato “Opera Nuova” di Achille Marozzo. Si osservino la posizione dei piedi, delle anche e del busto, relativamente a quanto analizzato nella sezione relativa agli inviti e alla postura.

Citazioni: “Bisogna esser disciolto nella vita, & prestissimo di nodo di mano” – Dalle Agocchie

“ […] volgendo la persona dietro alle vostre parti destre […]” – dalle Agocchie

“ […] la persona debbe stare alquanto con le parti dritte, volte verso l’avversario […]” – dalle agocchie


Tempo

Prendiamo in considerazione la divisione del Tempo secondo il Maestro dalle Agocchie. La raccomandazione generale è quella di sfruttare il giusto tempo, agendo contro l’avversario sul suo movimento. Egli distingue in cinque nature il “Tempo da ferire” :

  • si può ferire subito dopo aver eseguito una parata;
  • o ferire dopo aver schivato un colpo;
  • si può agire in “controtempo”, ovvero ferendo in anticipo su un caricamento dell’avversario;
  • ancora si può ferire non appena l’avversario compie un cambio di guardia “senza giudicio” (quindi da troppo vicino o fatto senza una ragione valida);
  • infine si può ferire l’avversario mentre esegue un passo mantenendo ferma la propria guardia.

Inoltre vengono descritti tre modi di ferire con la spada:

  • 2 tempi: corrispondenti al parata e risposta, oppure battuta e risposta, ecc.
  • 1 tempo: parata e colpo assieme (cioè il “tempo insieme”).
  • ½ tempo: colpo mentre l’avversario attacca (cioè il colpo “in tempo”).

Citazioni: “Poiche mi date occasione di ragionare del tempo; vi dirò. Cinque modi sono da conoscere questo tempo da ferire. Il primo è, quando haverete parato il colpo del nimico, che all’hora è tempo da ferire. Il secondo, quando il colpo vi haverà trascorso fuori della persona, che quell’è tempo da seguirlo con la risposta piu convenevole. Il terzo, quando egli alzasse la spada per offendervi: mentre ch’egli alza la mano; quell’è il tempo di ferire. Il quarto, come egli si movesse senza senza giudicio d’una guardia per andare in un’altra; avanti ch’egli sia fermo in essa, all’hora è tempo di pffenderlo. Il quinto & ultimo, quando il nimico è fermo in guardia, & ch’egli alzasse, ò movesse il piede, che averà innanzi per mutarsi di passo, o per accostarsi; mentre ch’egli alzerà il piede, quello è tempo da ferirlo: perchè egli non può offendervi per esser discomodo.”  – Dalle Agocchie

Quando voi conoscete, che nel muovervi di passo, ò mutandovi di guardia: il nimico spingendo la spada vi potesse arrivare; voi vi potete movere all’indietro, ò girare intorno; volgendogli in quel tempo un tramazzone contra la sua spada. Potete ancora movervi il piè di dietro, ò vero nel movervi, urtare co’l falso, ò co’l fil dritto nella spada nimica, tirandogli di taglio, ò di punta, secondo l’occasione: perchè ciò facendo, verrete a movervi con giudicio, & senza pericolo.” – Dalle Agocchie

Lep. Dapoi che mi havete dichiarati i modi per li quali si può conoscere il tempo da ferire; vorrei che mi diceste ancora di quanti tempi con la spada si può ferire? Gio. Di due tempi, un tempo et mezzo tempo. I due tempi sono quelli, quando la spada para, e poi ferisce. Un tempo è quello quando si ferisce senza parare il colpo, ò vero quando si para, & ferisce in un’instante. Il mezzo & ultimo tempo è quello, quando si ferisce, mentre che’l nimico tira il colpo.” – Dalle Agocchie


Azioni di base

Presentiamo qui alcune delle più tipiche azioni difensive.

  • parate di filo falso
  • parate con mezza volta di pugno
  • parate in guardia di testa

Da notare come l’attacco sia sempre portato all’apertura lasciata scoperta dall’invito.


“Passeggiata nelle guardie”

Il maestro dalle Agocchie riporta una breve sequenza: una forma, nella quale vengono esercitati i passaggi da una guardia all’altra, sia avanzando che indietreggiando. Ogni colpo parte da una guardia e si ferma in un’altra.

Nella scuola bolognese le forme a vuoto rappresentano uno degli strumenti didattici più importanti nella formazione di uno spadaccino. Manciolino, Marozzo e dalle Agocchie ci lasciano numerosi Assalti o Abbattimenti da eseguirsi con tutte le armi della tradizione bolognese: Spada sola, spada e brocchiere, spada e daga, spada e targa, due spade ecc.

Manciolino, Marozzo e dalle Agocchie riportano numerosi Assalti o Abbattimenti da eseguirsi con tutte le armi della tradizione bolognese: Spada sola, spada e brocchiere, spada e daga, spada e targa, due spade ecc.

Oltre ad essere un eccellente strumento per apprendere e migliorare il gesto, consolidando gli schemi motori tipici dello stile, essi costituiscono anche un metodo per tramandare le informazioni da maestro ad allievo (analogalmente ai kata orientali). Questi possono essere eseguiti sia in solitario, sia in coppia, e contengono la maggior parte delle tecniche dello stile.

Esecuzione

Estrazione e taglio tondo.

Avanzando:

  • roverso → coda lunga e stretta
  • falso e mandritto → cinghiara porta di ferro
  • tramazzone → porta di ferro stretta
  • falso e roverso → coda lunga e alta
  • ridoppio → alicornio
  • imbroccata → porta di ferro stretta

Indietreggiando:

  • falso e roverso → coda lunga e alta
  • tramazzone → porta di ferro stretta
  • tramazzone → cinghiara porta di ferro
  • falso e roverso → coda lunga e stretta

Conclusione.


Andare e tornare da gioco

Nonostante il testo non lo specifichi, proponiamo qui una possibile applicazione della Passeggiata come esercizio per andare e tornare da gioco, ovvero i duei momenti che precedono e seguono l’azione schermistica vera e propria, come indicato nei numerosi assalti di spada e brocchiero di Manciolino e Marozzo.

Oltre a rendere l’assalto aggraziato ed esteticamente bello, l’andare a gioco passando di guardia in guardia e di colpo in colpo, ha anche una funzione tattico/strategica: mutando di continuo la guardia finale, e di conseguenza l’invito, l’avversario si troverà più in difficoltà nel capire dove potrà ferire in maniera sicura e da che cosa dovrà difendersi.

Il tornare da gioco consente di ritirarsi dall’azione in maniera sicura, prevenendo, con dei colpi di copertura, un’eventuale reazione dell’avversario.

Citazioni: Già deve essere palese per la lettura del predetto primo assalto, che qualunque di loro è diviso in tre parti. La prima ha il modo di andare a gioco. La seconda del giocare. La terza del ritornare da gioco, & come la seconda ha i colpi offensibili, così la prima & la terza gli ha voti e scherzevoli” – Manciolino

Ma prima che cominciamo dire del proponimento, isegneremo venire al gioco, acciò che non solamente gli buoni giocatori atti nell’offender & diffender si facciano. ;a etiamdio in dar bella forma alli loro colpi con soavi movimenti della persona trasposti.” – Manciolino


Gioco largo e stretto

Nel gioco largo, entrambi gli schermidori tendono a stare alla massima distanza possibile, spesso sciogliendo misura sull’avanzata dell’avversario. Si ha quindi la possibilità di di tirare tagli interi e posizionarsi in guardie larghe, caratterizzate da inviti molto ampi. In questa situazione entrambi gli schermidori tendono a mantenere un approccio cauto e conservativo, non entrando in una misura potenzialmente pericolosa.

Nel gioco stretto invece si riduce la misura, poiché uno dei due schermidori decide di non sciogliere misura, o di incalzare l’avversario. In questa situazione è bene limitarsi all’uso di guardie che mantengano la punta in linea, e usare principalmente colpi di punta e mezzi colpi.

Il termine “gioco stretto” non indica quindi in maniera specifica, come in autori medievali (si veda il “zogho stretto” di Fiore dei Liberi), un’azione di lotta eseguita a partire da uno scambio armato, bensì una generica azione di chiusura della misura e di conseguente azione efficace sull’avversario.

Citazioni: Dicho che il giuoco largo è, molto leggiadro, et fa uno bellissimo vedere, et a infiniti huomini li i agrada, et ie pare più bello , et più veçoso il giuoco largo, che non ie fa il stretto, et io vui dovete sapere, che questo vocabulo de dire giuco largo non dipende altro se non, che li colpi, tirati tutti interi ciuè che ‘l suo principio sia dalla testa per fino alli piedi tirato, et lasciar voltare la spada, overo fermarglia in una guardia larga […] et masimamente non vegnendo mai a stregnersi alla mezza spada con il suo nemico […]” – Anonimo Bolognese

“[…] il suggietto di questo vocabulo de dire giuoco stretto si forma con la spada in mano che trovandoti agiato in una guardia stretta; et tirando uno colpo non traschorerà l’altra guardia stretta, et così tegnere la spada con la punta che staga sempre drittamente alla mano della persona del nemico; et tirare mezzi colpi e non finiti […] – Anonimo Bolognese

 

Un HEMA-weekend con Keith

Di ritorno dall’evento di sabato e domenica dagli Appesi è doveroso spendere del tempo per una recensione e per condividere ciò che abbiamo imparato. Siamo sicuramente tornati a casa più ricchi e questo ci spronerà a migliorare il nostro approccio all’HEMA.

 

Innanzitutto partirò dai ringraziamenti: i ragazzi della Sala d’Arme dell’Appeso si sono dimostrati degli ottimi ospiti e padroni di casa, gentili, disponibili e ben organizzati. La logistica dell’evento, dell’albergo e della ristorazione è stata eccellente. Li ringraziamo inoltre per averci dato la disponibilità di tenere un seminario sul gioco largo della spada a due mani di Fiore Furlano de’ Liberi (video a breve disponibile su youtube), per aver combattuto con noi in sparring e per aver reso possibile l’aggregazione di persone che fino a quel momento non si erano ancora potute conoscere, se non per via telematica.

 

Ma veniamo al sodo… Gli sfortunati SdAri che non sono venuti all’evento hanno continuato a romperci le scatole chiedendoci di raccontare 😀

Cosa c’è da dire? Che da Keith Farrel abbiamo tratto degli insegnamenti forse con una valenza maggiore dell’oro! Cercherò quindi di summarizzare in pochi punti ciò che poi riprenderemo a voce:

 

– Importanza di un esperto: l’insegnamento di un’Arte Marziale è un topic molto caldo. Molto spesso quando ci si improvvisa maestri e ci si arroga il diritto di questo titolo, nella migliore delle ipotesi non si fanno progredire gli allievi, nella peggiore delle ipotesi si inculcano nozioni errate che possono portare anche a squilibri fisici fino ad arrivare ad evidenti problemi muscolo-scheletrici. Questo ci ha ancora una volta fatto riflettere sul peso che noi responsabili della SdA abbiamo nei confronti dei nostri allievi. Per fortuna la nostra apertura mentale e il nostro background sportivo ci vengono incontro. Conoscere persone del calibro di Keith è solo un giovamento: vedere la sua postura, analizzarne i movimenti corretti, calcolati al centimetro, parlare, discutere ed imparare da lui sono fattori importantissimi per ciò che faremo d’ora in poi. E così sarà con altri esperti del settore. Questo non deve però voler dire essere delle spugne senza filtro, è sempre importantissimo soppesare e valutare ciò che ci viene proposto. Devo dire che ciò che abbiamo sentito e visto da Keith è, almeno personalmente, condivisibile a l 100%.

 

– Importanza dei “kata” schermistici: strettamente correlato al discorso di cui sopra, per coadiuvare e gestire una classe di schermidori al meglio è necessario fare uno step alla volta, senza correre. Provare un esercizio 10, 100 1000 volte può essere noioso, lo so, ma la sua utilità è senza dubbio enorme. Così facendo è possibile, per gli istruttori, correggere ogni minimo errore (sempre partendo dal presupposto di saper discernere se l’errore vi sia o meno), mentre per gli allievi allena quella che è la memoria muscolare: quando il corpo interiorizza un movimento, muscoli e cervello si separano, a questo punto il cervello può focalizzarsi sulla tattica schermistica e lasciare ai muscoli l’onere di muovere il corpo per colpire e parare nella corretta sequenza.

 

– Memorizzare: tirare uno zornhau può sembrare una banalità… eppure parlando con Keith siamo arrivati a contare circa 16 punti nodali sui quali è necessario focalizzare l’attenzione durante l’azione. Questo implica che non basta dire “tira questo colpo” oppure “fai così etc etc” ma si deve cercare di controllare ogni variabile. E il modo corretto per farlo è la ripetizione. Inoltre lentezza e fluidità del movimento sono altri due fattori importantissimi (io e il mitico Malagutz ci siamo fatti un duello slow motion epico :D): si dovrebbe tirare di scherma pensando di fare un book fotografico o un film, ogni momento dovrebbe essere uno spettacolo da immortalare: se un piede a fine movimento è girato male, se la punta della spada è rivolta verso l’infinito e oltre, se Quasimodo è più dritto di noi a fine movimento, c’è qualcosa che non va!

 

– Imparare le basi e poi scombinarle: Liechtenauer dice di tirare un mandritto sempre accompagnato dal passo destro e viceversa per il rovescio…. e poi cambia idea a metà trattato! Non è impazzito per uno zornhau di troppo 😀 Bisogna imparare le basi tramite ripetizioni infinite e implementare la memoria muscolare in primis; quando questo goal è stato raggiunto cercare di rompere queste leggi e imparare nuovamente dei movimenti poco consoni ma efficaci. Il nostro corpo e la nostra mente saranno ormai pronti a riassimilare delle nuove nozioni con molta più facilità.

 

– Sparring con uno scopo: fare sparring è sicuramente un momento di svago che può rimanere fine a se stesso o aiutare a migliorare se stessi ed il proprio sparring partner. L’importanza di fare sparring con diverse persone, con diversi stili, con diversi obiettivi può sicuramente giovare al proprio bagaglio schermistico molto di più che combattere sempre con le stesse persone. In questo caso infatti si tende ad imparare gli schemi motori del partner e finire in un loop infinito senza uscita. Rimettersi sempre in gioco invece è un’ottimo modo per crescere. Così come è importante porsi degli scopi durante uno sparring: sicuramente ho notato un miglioramento durante le azioni del seminario di questo weekend; fare sparring avendo un obiettivo (es. cercare di usare una particolare tecnica, cercare lo slow motion, cercare il colpo pulito alla testa and so on) porta a finalizzare le proprie tecniche e le proprie azioni per giungere allo scopo dell’esercizio. Perciò credo diventerà un must dei miei momenti di allenamento.

 

– Background marziale o olimpico: e qui apriamo le discussioni! Non metto affatto in dubbio che la scherma olimpica possa giovare allo studio della scherma storica però trovo che un bagaglio proveniente da discipline marziali orientali sia di gran lunga più consono a ciò che facciamo. E questo lo dico senza fare critiche, e soprattuto dopo vari discorsi fatti con amici e istruttori di scherma olimpica. Sicuramente la scherma in pedana è utile in molti ambiti: migliora la percezione del tempo e della misura, fortifica le gambe e il tronco permettendo movimenti molto rapidi. Tuttavia la scherma che facciamo noi non è solo fioretto, spada e sciabola. Si parte dalla lotta, si usano armi corte, armi ad una o due mani, armi astate; si devono (naturalmente per chi lo desidera) imparare stili e tradizioni diverse; ci si trova davanti a repliche con pesi e misure ben diverse da quelle delle armi olimpiche; si devono eseguire movimenti spesso molto veloci, esplosivi e potenti allo stesso tempo; ci si deve muovere su un un piano e non solo in una direzione. L’idea che mi ero fatto già da tempo (avendo nella SdA individui già con un background marziale orientale) ha avuto conferma grazie all’osservazione dei movimenti di Keith: movimenti veloci, precisi, che sprigionavano potenza, una postura pressochè perfetta… grazie… dopo tutti gli anni di karate che si è fatto…

Naturalmente ci tengo a spezzare una lancia in favore degli olimpionici… a Sportilia ho avuto il piacere di conoscere, come si dice, “face to face” o “mask to mask”, Riccardo! Beh… sarebbe interessante vedere uno scontro tra questi due grandi atleti 😀

 

– Colpire duro: benchè in generale sia io sia gli altri SdAri siamo sempre stato un po’ contro l’idea del picchiare forte, ci siamo resi conto di come possano esistere varie sfumature di questo concetto. E Keith ce ne ha dato dimostrazione! Colpire forte grazie alla tecnica è un conto, colpire forte per fare male un altro. Purtroppo è un concetto molto difficile da spiegare a parole ma molto semplice da sperimentare sulla propria pelle (maledetto Keith, avevo appena ridipinto la maschera!!!!). Quello che ho effettivamente notato è che può essere molto utile per migliorare la propria tecnica. Purtroppo il controllo eccessivo al quale ero abituato mi ha portato ad imparare tecniche poco, o per nulla, efficaci in relazione ad un avversario più competente (e ripeto, un avversario che non tira per fare male!). Sperimentare un colpo con la giusta intensità mi ha fatto capire cosa potevo aver sbagliato durante il mio attacco o la mia difesa. Quindi ora ho bisogno di sperimentare su qualcuno di voi miei cari SdAri e Speculi…..

 

Spero di non aver dimenticato niente… sicuramente questo post vedrà le aggiunte degli altri compagni di viaggio!

 

Ci tengo infine a ribadire e sottolineare un altro concetto… E’ ormai più di un anno che la SdA si è gemellata con gli Speculum Historiae di Torino, e che ha preso contatti con alcuni dei ragazzi di Condotta Mercenaria e di Vals. Non posso che essere contento di questo clima che si sta creando, questa sana voglia di imparare gli uni dagli altri, di aprire i propri orizzonti invece di chiudersi a guscio in se stessi.

Come al solito questa è stata un’esperienza istruttiva ma anche un momento di coesione tra di noi… il tetto delle 8000 battute è stato quasi raggiunto con dei picchi epocali dettati dalla stanchezza…

Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e di rimettersi a lavorare!

E comunque, in ogni caso… Zornhau!!!!!

Dave

 

 

“Ma seconde te…

… tra un cavaliere medievale e un samurai, chi vince?” tipica frase che tormenta e sconvolge l’esistenza di tanti praticanti di scherma storica o ricostruttori. Ora, esclusa una conclusione violenta nei confronti del questuante o irrispettosa nei confronti della sua genitrice, che in fondo colpe non ne hanno, la risposta di solito dovrebbe suonare qualcosa tipo “Eh… dipende dal tipo di equipaggiamento e di bravura, ma ora ti spiego le peculiarità della mia disciplina”.

Purtroppo esistono video che si propongono proprio di dare una risposta a tale domanda (…e non vorrei scivolare negli abissi del trash, scusandomi con il “trash”, citando il programma televisivo statunitense “Deadliest Warrior“). Ma soffermiamoci sul rapporto di scherma orientale vs scherma occidentale: i numerosi mal di pancia che tali video scatenano sono spesso legati al prendere un esperto di kendo o kenjutsu o simili, con probabilmente anni di pratica e studio, e confrontarlo con un incerto e titubante praticante di scherma storica, con qualche infarinatura e scarsa capacità di applicare le nozioni schermistiche.

Girovagando su internet ho avuto il piacere di trovare un interessante confronto interculturale che si discosta da questa ignominiosa tradizione. Qui infatti abbiamo un praticante di kenjutsu, sulla cui bravura non mi esprimo non intendendomene, che si confronta con un degno avversario, di cui si vede un impostazione sportiva, decisamente da HEMA, ovvero con una applicazione realistica ed efficace delle tecniche. Era ora!

Buona visione:

Work in progress…

Nuove prospettive e grosse novità all’orizzonte! L’Associazione sta cambiando direzione (o meglio sta assestando il proprio approccio e denominazione su quello che effettivamente fa). Tutto ciò, ovviamente, coinvolgerà anche questo blog…

Cosa non cambia? Il nostro atteggiamento, l’impegno e naturalmente il nostro nome… “La Sala delle Armi” si è costruita un’identità alla quale non rinunceremmo. Tutto il resto potrebbe essere invece coinvolto in una svolta… diciamo “esclusivamente HEMA”!

Nei prossimi mesi vedrete grossi cambiamenti… Non anticipo null’altro.

Stay tuned.

Coordinamento Hema

NUOVA BOZZA (aggiornata al 28/05/2013): Coordinamento HEMA ITALIA

Ciao a tutti,

questo post intende presentare una bozza di programma e regolamento per quello che ci piacerebbe si formasse ovvero un coordinamento tra associazioni e persone che si occupino di scherma storica vista come un’arte marziale.

La nostra Associazione si è occupata di scherma medievale e rinascimentale fin dalla sua fondazione e nell’ultimo anno il nostro corso principale ha preso una direzione ispirata all’approccio che all’estero chiamano HEMA (Historical European Martial Arts) ovvero un’applicazione marziale e sportiva delle tecniche e delle discipline ricavate da uno studio scientifico e rigoroso dei trattati.

Cosa ha fatto nascere questa idea? Probabilmente la sensazione che ci siano al momento tanti gruppi e colleghi schermidori con una mentalità molto simile e che si stia formando una vera e propria corrente di pensiero. Vi porto due semplici esempi: di recente è stato fondato il forum “SAMS – Scherma ed Arti Marziali Storiche (HEMA)“, luogo di confronto e scambio e diffusione di materiali concernenti questa disciplina; il 7 di Aprile abbiamo partecipato con grande soddisfazione al torneo di scherma storica con regolamento HEMA organizzato a Serravalle Sesia dal gruppo Compagnia della Valle di Mezzo (VALS), che ringraziamo per la bellissima iniziativa, nella quale abbiamo avuto l’occasione di conoscere numerose associazioni interessate a fare e discutere di HEMA. Proprio dai nostri amici VALS è partita la proposta di strutturare la cosa ad un livello un po’ più alto e l’idea ci è piaciuta molto. Da tempo si parla anche di una Federazione Italiana di HEMA, ma forse i tempi non sono ancora maturi.

Pertanto abbiamo pensato di partire con questo tentativo di unione tra gruppi e persone, finalizzato allo scambio e al mettere in contatto associazioni geograficamente lontani, favorendo l’organizzazione di eventi, ma anche la garanzia di un approccio condiviso e riconosciuto da tutti gli aderenti. Ci piacerebbe partecipare alla realizzazione di uno spazio aperto, democratico e senza interessi economici, o di altra natura, di mezzo.

Quello che trovate scaricabile al fondo dell’articolo è un documento pdf che abbiamo stilato in via preliminare e provvisoria insieme all’Associazione Speculum Historiae di Torino, con i quali collaboriamo ormai da alcuni mesi. Ci piacerebbe che i potenziali interessati ci dicano la loro, propongano modifiche e mettano in discussione questa bozza, in modo da poter far partire qualcosa di unitario e condiviso. Ci basta anche solo un feedback generico o qualcosa che secondo voi non abbiamo preso in considerazione.

Perciò, amici e colleghi, bando alle ciance: scaricate, leggete, pensateci e dite la vostra… Nel frattempo, come sempre, buona scherma (o buone arti marziali storiche, a questo punto) a tutti!

Clicca qui per scaricare: CoordinamentoHema (.pdf)