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La pazienza é la virtù di chi vuole imparare…

…ovvero i vaneggiamenti di un vecchio pazzo.

Ciao sono Dave. Impugno una spada da 10 anni e da 5 anni insegno HEMA, scio e surfo da 25, suono la chitarra da 16 anni, fotografo e dipingo da molto tempo,ho fatto pallavolo per 10 anni, mi diletto con i giochi di prestigio da qualche mese e ultimamente mi sono buttato in un corso di swing. Cioè praticamente facendo i calcoli sono vecchio decrepito…

Lungi da me dire di essere bravo in tutto, ci vorrebbero un paio di vite per raggiungere un livello alto e non dovrei perdere tempo a lavorare… Però raggiungere un buon 7 e 1/2 – 8 è fattibile, ci vogliono solo metodo e costanza.

Quando mi approccio ad un nuovo assolo particolarmente difficile o ad una nuova tecnica schermistica faccio un profondo respiro e inizio la mia routine:

1- divido ed isolo le varie componenti di ciò che devo imparare (un paio di colpi di un fraseggio schermistico oppure la prima battuta di uno spartito)

2- a bassissima velocità ne capisco la meccanica

3- inizio con ripetizioni ben scandite dell’esercizio (metronomo al 50% dei bpm, che due palle!)

4- proseguo sempre a bassa velocità cercando di rendere più fluida, armoniosa e morbida la transizione tra un movimento e l’altro (o tra le note di un assolo)

5- una volta che il giusto flow è stato raggiunto incremento in modo costante la velocità (su guitar pro c’è la fantastica possibilità di mettere in loop e far aumentare il metronomo del 10% ad ogni ripetizione, se solo lo si potesse fare anche a scherma…). A questo punto i muscoli dovrebbero già aver iniziato a sviluppare un po’ di memoria dell’esercizio

6- ripeto i punti da 1 a 5 con la battuta successiva o la successiva concatenazione nella frase schermistica

7- una volta che tutti i pezzi sono stati metabolizzati è ora di mettere insieme il puzzle!

Bene, se già ci avete messo 10 minuti a leggere tutta sta solfa ora provate a trasporre tutto questo tempo nella pratica. È logico che un assolo dei SymphonyX lo imparerò in 1 mese (se va bene) mentre Michael Romeo se lo inventa in 1 ora, come è logico che una stucke del Meyer la studierò in 3-4 serate diverse mentre Meyer se l’è pensata mentre era seduto sul cesso… L’importante non é il tempo ma l’approccio mentale al problema.

È questo stesso approccio che provo ad utilizzare sia quando imparo qualcosa sia quando cerco di insegnarla. Ed è questo mio personalissimo metodo e visione (in linea di massima condivisi anche dai miei colleghi istruttori nella SdA) che cerco di trasmettere ai miei “allievi/iscritti/quello-che-cavolo-siete”.

Alcuni consigli spiccioli che scrivo mentre sono in treno ed intanto penso ai nostri allenamenti:

– Take your time: la nostra vita (o almeno quella della maggior parte di noi) è frenetica di suo e carica di nervosismo. Tramite le nostre passioni abbiamo la possibilità di scaricare la tensione, non facciamo quindi diventare queste stesse passioni motivo di ulteriore nervosismo. Se una cosa non viene perché non abbiamo ancora imparato a farla nel modo corretto non ha senso correre, incazzarsi perché non viene e mollare tutto. Molto spesso si ha molta più soddisfazione a sentire uscire le note dalla chitarra con un buon tapping a metà velocità, sentendo tutti gli hammer-on e pull-off, piuttosto che sentire la stessa melodia con note incespicate e mancanti ma a velocità elevata

– Ripetere ciò che è corretto: la ripetizione è la chiave del problema. Però, così come ripetere un movimento corretto porta alla perfezione, ripetere un movimento sbagliato porta all’autodistruzione! Pensiamo ad un passeggio e postura errati: a lungo andare, oltre a non far venire bene le tecniche, questo può portare a gravi problemi muscolo-articolari, fino all’amputazione dell’arto (no vabbè era solo per fare del terrorismo psicologico). Quando ripetiamo un esercizio cerchiamo quindi di capire (con il buon senso o la guida di un istruttore) se il movimento è corretto prima di procedere alla sua reiterazione

– Ripetere, ripetere, ripetere: … ho già detto ripetere? La memoria muscolare è un’invenzione fantastica! Chi ci ha progettato l’ha fatto davvero bene! La memoria muscolare è quella che ti permette di abbassare tutto un assolo di 1 tono senza dover impazzire, e questo perché le tue dita sanno già dove andare (ieri ho dovuto ristudiarmi tutta una mia canzone un tono più bassa) o che ti fa reagire nel modo corretto ad un oberhaw del tuo avversario. Ma la memoria muscolare deve essere allenata. Nuovi circuiti neuro-muscolari devono formarsi e devono essere mantenuti attivi, altrimenti verranno soppiantati da nuove mappe. Il nostro cervello ha un numero limitato di bytes e dopo un po’ inizia a cancellare tutto ciò che viene reputato come vetusto o poco usato. Quindi continuate a ripetere alla nausea gli esercizi utili ed i movimenti corretti

– Sfruttare al massimo il tempo a disposizione: purtroppo nessuno campa d’aria (ah no! I respirariani sì, beati loro) quindi siamo costretti ad investire -per non dire perdere- gran parte del nostro tempo studiando prima e lavorando poi. Quelle poche ore a nostra disposizione durante il pomeriggio o la serata devono essere sfruttate. Non per chiacchierare. Ti voglio tanto bene, ma se durante la ripetizione di un esercizio o durante una serata in sala prove mi racconti di come il tuo gattino ha salvato una povera vecchietta da un palazzo in fiamme stai perdendo il tuo tempo, ma soprattutto lo stai facendo perdere a me! E magari sto pure pagando per imparare/perfezionare qualcosa in quel momento. Quindi sfruttate al massimo le poche ore che avete nella giornata per dedicarvi alle vostre passioni. Tempo dopo potreste trovarvi a dire “se solo avessi passato 5 anni a fare le cose con un certo ritmo invece che cazzeggiare”…

Il mio focus, come schermidore in primis e come istruttore poi, è imparare ad eseguire correttamente ed efficacemente ciò che studio sui trattati. E poi cercare di passare questa mia passione e le nozioni ad essa correlate nel miglior modo possibile.

Tutte le volte che vedo un po’ di farina del mio sacco in un’altra persona so di aver raggiunto il mio scopo e sono felice. Ho insegnato snowboard ad un sacco di amici (compreso il mio fratellozzo Alex) e ora posso godermi dei fantastici fuori pista insieme a loro; ho incentivato persone e lavorato insieme a loro nella realizzazione di progetti musicali (compreso Alex, oh ma sei peggio del prezzemolo!). Adesso quello che voglio è fare lo stesso con la scherma, insegnare a delle persone che potranno essere degli ottimi sparring partner/coach/compagni di squadra durante il prossimo scontro.

Spero che il mio lavoro nella Sala delle Armi sia, e rimarrà, di buon-alto livello e spero che queste elucubrazioni delle 6.30 del mattino possano dare coraggio a chi è alle prime armi e possano essere terreno fertile di discussione con chi è già più avanti nel percorso e presto potrà affiancarmi.

E ora spero di tornare presto a casa che ho bisogno di un paio d’ore per studiarmi l’ultima canzone dei SymphonyX… Quella sì che spacca \m/
Stay heavy and keep training

Dave

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TaurHEMAchia 2015 – UPDATE #8: Instructors (BIO)

Keith Farrell

Keith Farrell is one of the senior instructors for the Academy of Historical Arts, based in Scotland. He teaches HEMA professionally, often at international events, and has an interest in coaching instructors to become better teachers. He has authored “Scottish Broadsword and British Singlestick” and the “AHA German Longsword Study Guide”, and is one of the regular contributors to the Encased in Steel online blog. He has been a member of HEMAC since 2011, and was awarded a HEMA Scholar Award for Best Instructor for research published in 2013.


Ilkka Hartikainen

Ilkka Hartikainen has studied historical fencing for over a decade. Starting with medieval longsword he eventually discovered the Renaissance Italian fencing traditions and became deeply interested in the beautiful, diverse and yet effective martial art of the 16th century Bolognese masters. Since then Ilkka has made it his mission to bring this art back to us today. Ilkka has presented his work on three continents and continues to spread the art through workshops and his website marozzo.com.


M° Francesco Lodà

Francesco Lodà started his career in historical fencing in 1999, establishing the fencing club ASD Accademia Romana d’Armi-Scherma Storica Roma in 2001. As a teacher and trainer, he has reached so far the following main titles and appointments: Maestro d’Arme A.I.M.A., Maestro di scherma storica U.I.S.P., Istruttore Nazionale di Scherma Storica F.I.S. – A.N.S., Athletical Trainer C.O.N.I., plus several others. As sport executive, he is President of A.I.M.A.Italian Master-at-Arms Association, delegate member of the HEMA national board in F.I.S. – Italian Fencing Federation and U.I.S.P. – Italian National Sport Union, and National responsible for Rapier/Rapier & Dagger in F.I.S. As an athlete, through 2004 and 2015, he has placed prominently in all the national and international rapier tournaments he joined in Europe and U.S.A., including F.I.S., SWORDFISH, HEMAC-DIJON, RAPIER, UISP, WMAW, FISAS, gaining 15 gold, 3 silver, 4 bronze medals and 2 technical prize medals. As a researcher, he follows a doctorate in History at the University of Toulouse and Rome (ancient religions, indo-Europeanism, and the historiography of the twentieth century).

With regards to fencing, he published:
Books (titles translated)

  • Rapier handbook: the Roman-Napolitean-Sicilian School, Bonanno editore, Palermo 2014.
  • Florius. De arte luctandi, Bonanno editore, Palermo 2013.
  • From the treatise to the Salle, Bonanno Editore, Palermo 2013.
  • The atelier of the historician, Il Cerchio Iniziative Editoriali,Rimini 2011.
  • The methodologies of research in historical fencing, ARA edizioni, Roma 2009.
  • Origines and outlines of Southern School of fencing, ARA edizioni, Roma 2008.

plus several papers and reviews.
*for a complete list of references, certifications, papers please visit:
http://www.scherma.roma.it/itaNEW/scuola-di-scherma-antica/CV_Loda.php


Federico Malagutti

Federico Malagutti began his practice of historical fencing in 2010 in the local company of reenactment “VALS”, in 2011 he devoted himself to the study of the Treaty MS Dresden C 487 “Sigmund Ringeck” and then translated it into Italian. In 2012 he came into contact with the instructor Roland Warzecha, remaining very impressed about his skills, during the years from 2013 to 2015 he devoted himself mainly to the study of the Treaty I.33 London Tower Fechtbuch adopting the system of the Instructor Warzecha. In January 2014 he joined the association “La Sala delle Armi” based in Turin, and created a branch in Valsesia. In March 2014 he began to study two new martial arts, parallel to the study of fencing. Yoshin Ryu Ju-Jutsu (Traditional Ju Jutsu style) and Shinto Muso Ryu Jo-Do, which allowed him to greatly improve his knowledge of the principles that regulate the functioning of martial arts. In February 2015 approaches the physiotherapeutic system of postural correction “Mézières”, to improve the symmetry of the body and its functionality in the context of the art. In the current period he continues with the courses of study mentioned above, and teaches the system of I.33 in the Valsesia’s branch of “La Sala delle Armi”.


Davide Morleo

Born in Asola (near Mantova) in 1971, he starts his research as martial artist at the age of 14 practicing for a few years Karate Shotokan. At the age of 19 he goes to Venice where he alternates studies of arts (architectural first) to his martial arts. From 1998 he works in Security Business for a national istitution spread on the national territory. This job offers him the occasion to improve his knowledge as martial artist. Back to his born town in 2008 discovers the world of Historical Fencing and in 2010 is one of the scholars that found the “Sala d’Arme dell’Appeso”. Even if he loves norkeling he doesn’t have a scuba diving license.


Peter Smallridge

Peter Smallridge has trained with the KDF association for seven years, becoming a certified instructor and now running the Tonbridge group. He took up mixed martial arts, including Brazilian Jiu Jitsu and Olympic freestyle wrestling, in order to give a base of grappling to his HEMA studies. He holds a blue belt in Brazilian JiuJitsu, has medals from both modern and historical grappling tournaments (including winning the SwordFish and SKUNKS 2014 Ringen Tournaments) and is undefeated in amateur MMA, winning all five matches by first round submission. He has previously taught historical grappling at events including FightCamp, SwordFish, and Feile Na Gaiscigh (Ireland’s national HEMA event).


Paolo Tassinari

Historical Fencing Experience
From 2001 he’s constantly practicing  Historical fencing as martial art with a particular focus on Italian Styles  from XV to XVII Centuries and Bolognese School.
All activities concerning study, formation and teaching has been devoped within Sala d’Arme Achille Marozzo (SAAM)or at personal level, taking advantage, at the beginning, of the experience and guide of the Instructor Marco Rubboli.
Within Sala d’Arme Achille Marozzo has the role of Instructor since 2006 and formal member of the Technical Comitee (SAAM internal autorithy concerning teaching an methodology). He also covered for many years the role of Council Merber and Vice President.
Actually covers the role of President of Scuola Bolognese Achille Marozzo (SBAM) the SAAM Agonistic Team affiliated to Federazione Italiana Scherma (FIS).
In 2011 he gets the FIS National Instructor degree for Historical Fencing
Agonistic Experience
From 2001 to 2005 – Takes part to UISP Historical Fencing Italian Championship with the following results:

  • 2004 – 1st Place “Pole Weapons”
  • 2005 – 1st Place “Sword & Dagger”, 1st Place “Sword & Round Shield”, 1st Place “Pole Weapons”

From 2005 to 2012 – Starts his activities as Agonistic Coach. The athletes trained by him have reached in 7 years more than 15 First Places and 10 Second Places in various disciplines
2013 to now – Side by his Coach activities at the age of 46 decides to participate to the FIS circuit of Historical Fencing winning 3 titles as Italian Champion in the disciplines of “Sword & Bucler”, “Sword & Cape” and “Terrain Sabre”.
On 2014 he’s mainly focused on study and coaching.

Reenacting Experience
From 2006 he’s founder member  of “Legio XII – Fulminata”, a rennacting group of a Roman Legio of the Cesarian period and a Gladiator School of the 1st Century A.D.
Other experience of martial/military & sport interest
Serves as Paratroopers during the Military service from 1990 to 1991.
During this period attends the following special trainings:
Military Paratrooper Commission (20 launches with several night launches, sea launch, war launch at low altitude)
“German Army” Military Paratrooper Commission, taken at Military Base in Mertzig (DE)
Sniper training
N.B.C. (Nuclear, Bacteriological and Chemical Hazards) training
Advanced Close Combat Training
Various Survival training in hostile environments

He also participates to the following drills during the Military Service:
– “Istrice” – Urban Combat
– “Muflone” – Recon and combat in mountain environment
– “Mangusta” – NATO interforces

Before the beginning of the IBIS Operation, Dec 92 – Mar 94, participates to the evacuation of the Italian citizens in Mogadishu with “counter sniper” role.
From 1992 to 2001 studies and practices Judo. Leaves on 2201 as “Black Belt -1st dan” and several success at agonistic level.
From 2006 dedicates to “Endurance Running” and participates to several marathons and ultra marathons.
In 2010 participates to Marathon des Sables (recognized as the toughest endurance race in the word) running form more than 250 km in the Sahara desert closing at 275° place on more than 1100 partecipants.
In 2012 obtains the SCUBA Diver license.


Fran & Piermarco Terminiello

Fran is an instructor at School of the Sword, where she has studied Bolognese swordplay and rapier for the last four years. Together with her husband, Piermarco, Fran gave a workshop at HEMAC Fiorentia 2014, the first of its kind teaching techniques from Giganti’s ‘lost’ second book of 1608. This is a work which Piermarco discovered, translated and published in 2013 with Joshua Pendragon. In March this year she demonstrated some of these techniques at a lecture delivered by Piermarco and Joshua at The Wallace Collection, London UK. In 2013 Fran co-founded Waterloo Sparring Group, with members from HEMA clubs all over the south of England. Collectively they have won numerous medals at international tournaments since they formed. As ‘Agent in Europe’ Fran helps to manage Esfinges, a worldwide organisation for women in HEMA, and is a strong supporter of inclusion in the HEMA community. Fran placed silver in lightweight dagger and gold overall in the women’s mixed weapons tournament at Iron Gate Exhibition 2014.

Piermarco Terminiello is an instructor at the School of the Sword, UK. His research interest is focused on sixteenth and seventeenth century Italian swordplay. He has an extensive knowledge of technical manuals from the period, including a number of widely overlooked works. Along with Kevin Maurer he was recognised as “Best Researcher” in the inaugural HEMA Scholar Awards of 2013. Among other research, he has unearthed and translated (co-authored) the “lost” second book of Nicoletto Giganti (1608), unearthed the lengthy manuscript treatise of Giovanni Battista Maffani (1629) not listed in any fencing bibliography, published an English translation (co-authored) of Francesco Ferdinando Alfieri’s La Scherma (1640); a transcription and English translation of Giuseppe Colombani’s L’Arte maestra (1711); and a transcription of the Biblioteca Trivulziana Cod.256 (c.1680). He has helped bring HEMA to a wider public, having previously lectured at the Wallace Collection, in London UK; and published a paper in the long-established peer-reviewed Journal of the Arms and Armour Society. He has enjoyed success as a competitive fencer, winning and placing in a number of international competitions, primarily in the disciplines of single rapier, and rapier and dagger.

Corsi 2015-16

Dopo la “pausa” estiva trascorsa ad allenarci all’aperto, siamo tornati in palestra, sfruttando queste prime serate per la preparazione di atleti e figure arbitrali che saranno coinvolti durante TaurHEMAchia 2015.

  • CORSI A TORINO

Da giovedì 17 settembre riprenderanno gli allenamenti nella palestra della scuola Alvaro con i corsi di spada lunga e spada da lato (per info sui corsi di Torino, clicka qui). Sarà quindi possibile effettuare la lezione di prova gratuita.

In parallelo, a partire da lunedì 5 ottobre, anche quest’anno gli Istruttori terranno un corso incentrato unicamente sulla spada lunga, presso la palestra Jumping Jack, nelle serate di lunedì e mercoledì, ore 20.30-22.

  • CORSI IN VALSESIA

Gli allenamenti sono ripresi anche nella Sala in Valsesia con i corsi di spada lunga e spada e brocchiero. Link a info e contatti sui corsi in Valsesia.

Vi aspettiamo con alcune novità e la passione di sempre!

Per varia ad unicum!

Corsi 2014-15

Si riparte!

Da giovedì 4 settembre riprendono gli allenamenti in palestra, stesso luogo e stesso orario (per info sui corsi di Torino, clicka qui).
Il mese di settembre sarà dedicato a “TaurHEMAchia 2014“, con allenamenti di sparring e arbitraggio in vista dei tornei da noi organizzati. Questi allenamenti saranno riservati ai praticanti dei precedenti anni.
Il corso vero e proprio, insieme alle lezioni di prova gratuita, ripartirà da giovedì 2 ottobre, con alcune modifiche nelle discipline (ci concentreremo su spada lunga, spada e brocchiero e spada sola) e nella didattica.

In parallelo, a partire da ottobre, gli Istruttori terranno un corso incentrato unicamente sulla spada lunga, presso la palestra Jumping Jack, nelle serate di lunedì e mercoledì, ore 20.30-22.
Già da questa sera saremo presso tale palestra per presentare la disciplina che andremo a insegnare.

Un HEMA-weekend con Keith

Di ritorno dall’evento di sabato e domenica dagli Appesi è doveroso spendere del tempo per una recensione e per condividere ciò che abbiamo imparato. Siamo sicuramente tornati a casa più ricchi e questo ci spronerà a migliorare il nostro approccio all’HEMA.

 

Innanzitutto partirò dai ringraziamenti: i ragazzi della Sala d’Arme dell’Appeso si sono dimostrati degli ottimi ospiti e padroni di casa, gentili, disponibili e ben organizzati. La logistica dell’evento, dell’albergo e della ristorazione è stata eccellente. Li ringraziamo inoltre per averci dato la disponibilità di tenere un seminario sul gioco largo della spada a due mani di Fiore Furlano de’ Liberi (video a breve disponibile su youtube), per aver combattuto con noi in sparring e per aver reso possibile l’aggregazione di persone che fino a quel momento non si erano ancora potute conoscere, se non per via telematica.

 

Ma veniamo al sodo… Gli sfortunati SdAri che non sono venuti all’evento hanno continuato a romperci le scatole chiedendoci di raccontare 😀

Cosa c’è da dire? Che da Keith Farrel abbiamo tratto degli insegnamenti forse con una valenza maggiore dell’oro! Cercherò quindi di summarizzare in pochi punti ciò che poi riprenderemo a voce:

 

– Importanza di un esperto: l’insegnamento di un’Arte Marziale è un topic molto caldo. Molto spesso quando ci si improvvisa maestri e ci si arroga il diritto di questo titolo, nella migliore delle ipotesi non si fanno progredire gli allievi, nella peggiore delle ipotesi si inculcano nozioni errate che possono portare anche a squilibri fisici fino ad arrivare ad evidenti problemi muscolo-scheletrici. Questo ci ha ancora una volta fatto riflettere sul peso che noi responsabili della SdA abbiamo nei confronti dei nostri allievi. Per fortuna la nostra apertura mentale e il nostro background sportivo ci vengono incontro. Conoscere persone del calibro di Keith è solo un giovamento: vedere la sua postura, analizzarne i movimenti corretti, calcolati al centimetro, parlare, discutere ed imparare da lui sono fattori importantissimi per ciò che faremo d’ora in poi. E così sarà con altri esperti del settore. Questo non deve però voler dire essere delle spugne senza filtro, è sempre importantissimo soppesare e valutare ciò che ci viene proposto. Devo dire che ciò che abbiamo sentito e visto da Keith è, almeno personalmente, condivisibile a l 100%.

 

– Importanza dei “kata” schermistici: strettamente correlato al discorso di cui sopra, per coadiuvare e gestire una classe di schermidori al meglio è necessario fare uno step alla volta, senza correre. Provare un esercizio 10, 100 1000 volte può essere noioso, lo so, ma la sua utilità è senza dubbio enorme. Così facendo è possibile, per gli istruttori, correggere ogni minimo errore (sempre partendo dal presupposto di saper discernere se l’errore vi sia o meno), mentre per gli allievi allena quella che è la memoria muscolare: quando il corpo interiorizza un movimento, muscoli e cervello si separano, a questo punto il cervello può focalizzarsi sulla tattica schermistica e lasciare ai muscoli l’onere di muovere il corpo per colpire e parare nella corretta sequenza.

 

– Memorizzare: tirare uno zornhau può sembrare una banalità… eppure parlando con Keith siamo arrivati a contare circa 16 punti nodali sui quali è necessario focalizzare l’attenzione durante l’azione. Questo implica che non basta dire “tira questo colpo” oppure “fai così etc etc” ma si deve cercare di controllare ogni variabile. E il modo corretto per farlo è la ripetizione. Inoltre lentezza e fluidità del movimento sono altri due fattori importantissimi (io e il mitico Malagutz ci siamo fatti un duello slow motion epico :D): si dovrebbe tirare di scherma pensando di fare un book fotografico o un film, ogni momento dovrebbe essere uno spettacolo da immortalare: se un piede a fine movimento è girato male, se la punta della spada è rivolta verso l’infinito e oltre, se Quasimodo è più dritto di noi a fine movimento, c’è qualcosa che non va!

 

– Imparare le basi e poi scombinarle: Liechtenauer dice di tirare un mandritto sempre accompagnato dal passo destro e viceversa per il rovescio…. e poi cambia idea a metà trattato! Non è impazzito per uno zornhau di troppo 😀 Bisogna imparare le basi tramite ripetizioni infinite e implementare la memoria muscolare in primis; quando questo goal è stato raggiunto cercare di rompere queste leggi e imparare nuovamente dei movimenti poco consoni ma efficaci. Il nostro corpo e la nostra mente saranno ormai pronti a riassimilare delle nuove nozioni con molta più facilità.

 

– Sparring con uno scopo: fare sparring è sicuramente un momento di svago che può rimanere fine a se stesso o aiutare a migliorare se stessi ed il proprio sparring partner. L’importanza di fare sparring con diverse persone, con diversi stili, con diversi obiettivi può sicuramente giovare al proprio bagaglio schermistico molto di più che combattere sempre con le stesse persone. In questo caso infatti si tende ad imparare gli schemi motori del partner e finire in un loop infinito senza uscita. Rimettersi sempre in gioco invece è un’ottimo modo per crescere. Così come è importante porsi degli scopi durante uno sparring: sicuramente ho notato un miglioramento durante le azioni del seminario di questo weekend; fare sparring avendo un obiettivo (es. cercare di usare una particolare tecnica, cercare lo slow motion, cercare il colpo pulito alla testa and so on) porta a finalizzare le proprie tecniche e le proprie azioni per giungere allo scopo dell’esercizio. Perciò credo diventerà un must dei miei momenti di allenamento.

 

– Background marziale o olimpico: e qui apriamo le discussioni! Non metto affatto in dubbio che la scherma olimpica possa giovare allo studio della scherma storica però trovo che un bagaglio proveniente da discipline marziali orientali sia di gran lunga più consono a ciò che facciamo. E questo lo dico senza fare critiche, e soprattuto dopo vari discorsi fatti con amici e istruttori di scherma olimpica. Sicuramente la scherma in pedana è utile in molti ambiti: migliora la percezione del tempo e della misura, fortifica le gambe e il tronco permettendo movimenti molto rapidi. Tuttavia la scherma che facciamo noi non è solo fioretto, spada e sciabola. Si parte dalla lotta, si usano armi corte, armi ad una o due mani, armi astate; si devono (naturalmente per chi lo desidera) imparare stili e tradizioni diverse; ci si trova davanti a repliche con pesi e misure ben diverse da quelle delle armi olimpiche; si devono eseguire movimenti spesso molto veloci, esplosivi e potenti allo stesso tempo; ci si deve muovere su un un piano e non solo in una direzione. L’idea che mi ero fatto già da tempo (avendo nella SdA individui già con un background marziale orientale) ha avuto conferma grazie all’osservazione dei movimenti di Keith: movimenti veloci, precisi, che sprigionavano potenza, una postura pressochè perfetta… grazie… dopo tutti gli anni di karate che si è fatto…

Naturalmente ci tengo a spezzare una lancia in favore degli olimpionici… a Sportilia ho avuto il piacere di conoscere, come si dice, “face to face” o “mask to mask”, Riccardo! Beh… sarebbe interessante vedere uno scontro tra questi due grandi atleti 😀

 

– Colpire duro: benchè in generale sia io sia gli altri SdAri siamo sempre stato un po’ contro l’idea del picchiare forte, ci siamo resi conto di come possano esistere varie sfumature di questo concetto. E Keith ce ne ha dato dimostrazione! Colpire forte grazie alla tecnica è un conto, colpire forte per fare male un altro. Purtroppo è un concetto molto difficile da spiegare a parole ma molto semplice da sperimentare sulla propria pelle (maledetto Keith, avevo appena ridipinto la maschera!!!!). Quello che ho effettivamente notato è che può essere molto utile per migliorare la propria tecnica. Purtroppo il controllo eccessivo al quale ero abituato mi ha portato ad imparare tecniche poco, o per nulla, efficaci in relazione ad un avversario più competente (e ripeto, un avversario che non tira per fare male!). Sperimentare un colpo con la giusta intensità mi ha fatto capire cosa potevo aver sbagliato durante il mio attacco o la mia difesa. Quindi ora ho bisogno di sperimentare su qualcuno di voi miei cari SdAri e Speculi…..

 

Spero di non aver dimenticato niente… sicuramente questo post vedrà le aggiunte degli altri compagni di viaggio!

 

Ci tengo infine a ribadire e sottolineare un altro concetto… E’ ormai più di un anno che la SdA si è gemellata con gli Speculum Historiae di Torino, e che ha preso contatti con alcuni dei ragazzi di Condotta Mercenaria e di Vals. Non posso che essere contento di questo clima che si sta creando, questa sana voglia di imparare gli uni dagli altri, di aprire i propri orizzonti invece di chiudersi a guscio in se stessi.

Come al solito questa è stata un’esperienza istruttiva ma anche un momento di coesione tra di noi… il tetto delle 8000 battute è stato quasi raggiunto con dei picchi epocali dettati dalla stanchezza…

Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e di rimettersi a lavorare!

E comunque, in ogni caso… Zornhau!!!!!

Dave

 

 

“Ma seconde te…

… tra un cavaliere medievale e un samurai, chi vince?” tipica frase che tormenta e sconvolge l’esistenza di tanti praticanti di scherma storica o ricostruttori. Ora, esclusa una conclusione violenta nei confronti del questuante o irrispettosa nei confronti della sua genitrice, che in fondo colpe non ne hanno, la risposta di solito dovrebbe suonare qualcosa tipo “Eh… dipende dal tipo di equipaggiamento e di bravura, ma ora ti spiego le peculiarità della mia disciplina”.

Purtroppo esistono video che si propongono proprio di dare una risposta a tale domanda (…e non vorrei scivolare negli abissi del trash, scusandomi con il “trash”, citando il programma televisivo statunitense “Deadliest Warrior“). Ma soffermiamoci sul rapporto di scherma orientale vs scherma occidentale: i numerosi mal di pancia che tali video scatenano sono spesso legati al prendere un esperto di kendo o kenjutsu o simili, con probabilmente anni di pratica e studio, e confrontarlo con un incerto e titubante praticante di scherma storica, con qualche infarinatura e scarsa capacità di applicare le nozioni schermistiche.

Girovagando su internet ho avuto il piacere di trovare un interessante confronto interculturale che si discosta da questa ignominiosa tradizione. Qui infatti abbiamo un praticante di kenjutsu, sulla cui bravura non mi esprimo non intendendomene, che si confronta con un degno avversario, di cui si vede un impostazione sportiva, decisamente da HEMA, ovvero con una applicazione realistica ed efficace delle tecniche. Era ora!

Buona visione:

Rubrica video schermistici #15: Spadino + I Duellanti

Salve a tutti, e benvenuti ad una nuova puntata.

Oggi, come video tecnico, vi propongo un assalto di spadino. Quest’arma, diretta discendente della spada da lato a  striscia (rapier) , si sviluppa verso la fine del 1600. In questo periodo infatti, la striscia comincia a perdere il suo predominio (continuerà ancora per circa un secolo in Spagna) come arma da “fianco”, in quanto ritenuta troppo vistosa e ingombrante. E’ qui che nasce lo spadino, versione accorciata e alleggerita della striscia, più elegante e raffinato, adatto alle corti nobiliari di tutta Europa. A livello tecnico, la scherma risulta molto pulita, quasi “educata”, si è ormai perso il lavoro di passeggio circolare, l’uso della mano non armata (secondo alcuni regolamenti da duello, era assolutamente vietato l’uso della mano non armata, pena la perdita del duello) , e i colpi di taglio. Nonostante questo tipo di scherma sia molto diversa da quella che pratichiamo noi in palestra, trovo estremamente interessante il lavoro sul legamento, comune invece a molti stili schermistici precedenti (I.33, scuola tedesca, ecc.) e successivi: siamo infatti di fronte alla più prossima antenata della scherma moderna.

Come secondo video, per restare in tema, vi propongo il prologo dell film di Ridley Scott “I Duellanti”, film assolutamente stupendo dal punto di vista scenografico, costumistico e schermistico (un must per tutti gli appassionati di scherma! 😉 ).

Rubrica video schermistici #11: durchlauffen + didattica

Eccoci di nuovo al nostro appuntamento settimanale.

 

Come video tecnico, vi propongo queste magnifiche azioni di “durchlauffen” (correre oltre), eseguite dal gruppo Bratislavsky Semiarsky Spolok. Questa azione, se correttamente eseguita, permette di chiudere la distanza con l’avversario, e portarsi in una situazione di vantaggio, che potenzialmente può risolvere lo scontro in favore dell’agente. Molto bella la musica di sottofondo, che fa sembrare la scherma un vero e proprio valzer tra i due combattenti.

 

Come secondo video, vi propongo un video sulla didattica moderna, da cui si può e si dovrebbe prendere spunto anche per l’insegnamento dell’ HEMA.